Disabili, appello di Anffas Sicilia: “Regione faccia una circolare di chiarimento sui provvedimenti”

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Disabili, dopo la riunione di lunedì scorso con i vertici dell’assessorato regionale della Famiglia e Politiche sociali e con l’assessore regionale Mangano, l’Anffas rilancia un appello. “Un paio di giorni fa ci siamo riuniti con altri enti del comparto disabilità al Dipartimento Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali e del Lavoro, dove abbiamo chiesto al governo regionale e in particolare all’Assessore Regionale alla Famiglia e Politiche Sociali Carmencita Mangano di predisporre una circolare di chiarimento da inviare a tutte le Asp siciliane e a tutti i Comuni, per porre fine alla perdurante confusione applicativa seguita ai provvedimenti emanati dalla Regione Sicilia in questi mesi”. Lo afferma il presidente di Anffas Sicilia (Associazione Nazionale di Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), Pippo Giardina.

Da marzo scorso ad oggi, infatti, la disabilità sembra al primo posto nell’agenda di governo della politica siciliana. “Forse qualcuno – sottolinea Giardina – a partire dal governatore Crocetta desidera mostrare contrizione e penitenza per le “disattenzioni” perpetrate nei confronti delle persone con disabilità e loro familiari negli anni precedenti? Forse si è voluto dare finalmente risposta ad anni ed anni di battaglie e di denunce da parte del movimento siciliano delle associazioni che rappresentano le persone con disabilità e le loro famiglie, a partire dalla storica figura dello scomparso Salvatore Crispi, per passare poi a quanto posto in essere da Anffas nonché dal forum del terzo settore e da tante altre meritorie organizzazioni? Nulla di tutto ciò. Solo il clamore mediatico che i fratelli Pellegrino sono stati capaci di creare attorno al loro caso è riuscito a smuovere le acque”.

Secondo il presidente di Anffas Sicilia, tale modalità non è condivisibile, e peraltro, i rimedi posti in essere per i disabili appaiono peggiori dei mali che volevano affrontare e risolvere. Per Anffas, la decisione di “normare e regolamentare” l’emergenza solo per alcuni, anziché produrre aiuti concreti per tutte le persone con disabilità e loro famiglie, ha finito per creare “caos” rispetto ad un sistema già confuso e approssimativo. Confusione che oggi pervade anche le stesse persone con disabilità, le loro famiglie, le loro organizzazioni di rappresentanza e anche tutti gli operatori del settore, a vario titolo, deputati a dare attuazione ai controversi provvedimenti emanati dalla Regione.

“Gli atti posti in essere dal Governo per i disabili in condizioni gravi – prosegue Giardina –, a partire dalla legge regionale 4 dell’1 marzo 2017 che ha istituito un “Fondo Regionale per la disabilità gravissima” nonché dai due decreti che avrebbero dovuto chiarire ambiti e modalità di attuazione, a cui si aggiungono anche la legge n. 8 del 9 maggio 2017 che ha istituito un “fondo unico sulla disabilità” e circolare n. 45033 del 31 maggio 2017, sono intrisi di procedure farraginose e ricchi di incongruenze interne”.

“Chiediamo, pertanto, alla Regione (visto che non ci riusciamo con i canali ordinari) di rispondere pubblicamente e con chiarezza a mezzo stampa ai seguenti quesiti: Le famiglie che sottoscrivono il patto di cura per avere accesso al beneficio economico, (1.500,00 euro mensili per 12 mensilità), previsto per le persone con disabilità gravissima rinunciano a qualsiasi altra forma di assistenza indiretta come prevede espressamente il modello a tal fine predisposto dalla Regione? Tale somma è a vita? Oppure come sembra scritto negli atti della regione va considerato solo come temporaneo nelle more della predisposizione del progetto personalizzato? La suddetta somma è sottoposta all’Isee? E se si, all’Isee ristretto o a quello familiare? Per le famiglie che non sottoscrivono il patto di cura sarà redatto, come previsto il PAI (Piano di assistenza individuale)? e lo stesso conterrà oltre alle misure economiche anche i servizi sanitari, socio-sanitari e sociali? Per tutte le persone con disabilità e per i loro familiari che vivono in Sicilia e che non rientreranno tra i destinatari delle risorse previste per le persone con “gravissime disabilità” che cosa prevede di fare la Regione Siciliana?”.