Rio 2016, l’acese Daniele Garozzo conquista medaglia d’oro nel fioretto

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Italy's Daniele Garozzo celebrates winning against Russia's Timur Safin in their mens individual foil semi-final bout as part of the fencing event of the Rio 2016 Olympic Games, on August 7, 2016, at the Carioca Arena 3, in Rio de Janeiro. / AFP / Kirill KUDRYAVTSEV (Photo credit should read KIRILL KUDRYAVTSEV/AFP/Getty Images)

Non fai in tempo a dire 200, che diventano subito 201. Daniele Garozzo non cade sul più bello e conquista l’oro nel fioretto maschile ai Giochi Olimpici di Rio 2016: la scherma, dunque, si conferma ancora una volta uno dei fiori all’occhiello dello sport italiano, dopo l’argento centrato da Rossella Fiamingo nella spada femminile.

Esaltante il cammino dell’atleta di Acireale, tesserato con le Fiamme Gialle, che uno dietro l’altro ha messo in fila gli egiziani Tarek Ayad e Alaaeldin Abouelkassem, quest’ultimo vice campione olimpico uscente, il brasiliano (e suo compagno nella Frascati Scherma) Guilherme Toldo e il russo Timur Safin, prima di piegare in una finale dalle grandi emozioni Alexander Massialas, che aveva battuto Giorgio Avola ai quarti ed è stato piegato 15-11.

Dopo aver piazzato la stoccata decisiva, Garozzo non ha nemmeno atteso che il giudice riesaminasse la prova tv e ha liberato tutta la sua gioia, esultando con gli italiani presenti alla Carioca Arena 3 – ai quali si è aggiunto il tifo di tutti i brasiliani – e ricevendo l’abbraccio prima del fratello Enrico e poi della fidanzata Alice Volpi, anche loro atleti di scherma. Adesso c’è il fioretto a squadre, ma il 24enne siciliano – ha compiuto gli anni il giorno prima della cerimonia inaugurale – può godersi questo titolo olimpico. Un grande traguardo.

”Grazie a Daniele Garozzo, che conquista l’oro nel fioretto individuale riportandolo in Italia dopo 20 anni, ricordando ancora una volta al mondo l’eccellenza della scuola siciliana della scherma”. Lo afferma in una nota Sergio D’Antoni, Presidente del Coni Sicilia, commentando la medaglia d’oro odierna dello schermidore siciliano.

”Quella di Daniele è la storia di una campione nato e cresciuto nella scuola siciliana, di un talento innato sostenuto da cuore, mente e tanto spirito di sacrificio. Qualità che ne fanno un esempio di abnegazione, correttezza e dedizione e un modello per tanti giovani. Un magnifico orgoglio isolano, a cui tutto il Paese oggi è grato”, conclude D’Antoni.