1 maggio: 1.133 sagome davanti a Politeama come i morti sul lavoro nel 2018

Migliaia di persone hanno ascoltato e applaudito lo storico deputato comunista Emanuele Macaluso che, a 95 anni da poco compiuti, è intervenuto alla manifestazione organizzata dai sindacati a Portella della Ginestra

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In piazza a Palermo per ricordare le morti sul lavoro: senza striscioni, né cortei, né musica. “Siamo in piazza Politeama per ricordare il dramma delle morti sul lavoro”. Queste le parole di Francesco Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, che ha organizzato una manifestazione posizionando davanti al teatro Politeama 1.133 sagome che stanno a rappresentare i lavoratori che hanno perso la vita nel 2018.

Il tour dell’Ugl “Lavorare per Vivere” è giunto a Palermo per ricordare le 1.133 vittime sul lavoro del 2018 con l’installazione in piazza Politeama, di cui 104 di colore rosso, per sottolineare come il fenomeno sia cresciuto del 10% nel 2018, rispetto all’anno precedente. L’obiettivo è sensibilizzare le istituzioni e i cittadini affinché sia rispettato e garantito il diritto alla sicurezza sul lavoro.

Secondo Francesco Paolo Capone, segretario generale Ugl: “Occorre puntare su una maggiore cultura della sicurezza sui posti di lavoro e più formazione per i dipendenti. Con il tour “Lavorare per vivere” l’Ugl vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sul triste fenomeno delle “morti bianche”. Per questo stiamo dando il via a una campagna di sensibilizzazione nelle scuole, affinché si affermi una diffusa e partecipata cultura della sicurezza sul lavoro nei confronti dei giovani che rappresentano i futuri lavoratori e imprenditori del nostro Paese. Basta morire di lavoro!”.

Nei primi 4 mesi del 2019 la strage dei lavoratori non accenna ad arrestarsi: in base ai dati Inail gli incidenti sul lavoro con esito mortale sono 212. Si rilevano degli incrementi nel Centro e nel Mezzogiorno, con 5 casi in più al Centro (da 39 a 44) e 8 decessi in più al Sud (da 35 a 43) e nelle Isole (da 16 a 24). Nel solo trimestre gennaio-marzo 2019, in Sicilia, le morti sul lavoro sono pari a 15.

Migliaia di persone hanno ascoltato e applaudito lo storico deputato comunista Emanuele Macaluso che, a 95 anni da poco compiuti, è intervenuto alla manifestazione organizzata dai sindacati a Portella della Ginestra, luogo simbolo della lotta dei lavoratori dove il primo maggio del 1947 la banda di Salvatore Giuliano sparò contro la folla radunata per la festa uccidendo 11 persone.

“La sinistra rischia di non capire più il senso delle lotte. Lotte per i diritti che significano lotte per il lavoro, contro la mafia e per la libertà. Mi sono formato politicamente e come uomo durante le lotte dei braccianti, degli zolfatari, degli operai. E sentivo la responsabilità enorme che ne derivava – ha detto Macaluso più volte interrotto dagli applausi – Questa sarà forse la mia ultima presenza qui a Portella. Volevo tornare qui oggi dove sono cresciuto politicamente – ha aggiunto poi richiamando i valori della lotta alla mafia e dell’antifascismo che uccide la libertà-. Decine i ragazzi che hanno chiesto allo storico esponente del Pci un selfie. Alla manifestazione sono intervenuti tra gli altri Salvino Petta, tra i superstiti della strage di Portella, e il segretario regionale della Cgil Enzo Campo.