Il teatro di Akragas accende l’entusiasmo degli agrigentini

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Teatro greco di Agrigento (Akragas)

Da più di duemila anni guarda il mare, il teatro di Akragas, scoperto da poche settimane, accende gli entusiasmi degli agrigentini e del mondo dell’archeologia in generale.  “Lo abbiamo immaginato e cercato per lungo tempo e da qualche mese abbiamo sperato di essere vicini al ritrovamento; adesso giunge la conferma dagli archeologi, a poche settimane dall’avvio degli scavi. E’ un teatro di periodo ellenistico. Si estende a semicerchio con un diametro di oltre 100 metri ed è rivolto verso la Valle e il mare – scrive su Facebook  il sindaco di Agrigento Lillo Firetto – . Per la città intera – prosegue – si aprono scenari nuovi. L’area archeologica della Valle dei Templi si arricchisce di un nuovo eccezionale monumento: i nostri antenati continuano ad essere munifici di doni straordinari. Agrigento e la Sicilia meritano oggi di vivere questo felice momento storico per la tenacia con cui hanno deciso di voltare pagina e di impegnarsi al massimo per la tutela e la valorizzazione di uno dei maggiori complessi archeologici del Mediterraneo”.

La scoperta del teatro antico di Akragas, aggiunge il sindaco di Agrigento, farà crescere l’interesse dei visitatori e arricchirà notevolmente le potenzialità del sito Unesco. “Mentre emergono – conclude Firetto – i resti di maschere teatrali, di conchiglie usate come monili, di monete, di frammenti che riempiono di dettagli importanti la ricerca degli archeologi, si conferma la storia illustre di una città, di cui nel 2020 celebreremo i 2600 anni dalla fondazione”.

A dare le prime notizie scientificamente accertate sul teatro è l’archeologo Luigi Caliò che fa risalire la struttura alla seconda metà del terzo secolo circa.  “Circa la cronologia dell’edificio, ma siamo ad un livello preliminare, – ha detto l’archeologo – perché dobbiamo studiare i materiali che sono in connessione con le fondazioni di questa struttura, con il beneficio d’inventario, possiamo dire che è della seconda metà del terzo secolo circa. Siamo in un momento difficile, complesso, per la Sicilia, con l’arrivo dei romani. Siamo in piena età Ellenistica”.

Importanti, secondo Caliò, le dimensioni dell’impianto della piazza. “Se verrà confermato dalle ricerche, è sui 50mila metri quadri. Morgantina è’ sui 30mila metri quadri. L’agorà di Atene è su circa 52 mila metri quadri. Quindi siamo a livello delle grandi città Ellenistiche. L’ Agrigento Ellenista, nonostante l’arrivo dei romani, sembra piuttosto rivitalizzata in questa fase. Sembra una città che ha una economia florida e riesce ad avere delle costruzioni importanti, con una monumentalità di un certo tipo”.

“E’ un teatro del terzo secolo avanti Cristo. Quindi è Ellenistico. Non è né greco, né romano. Su questo abbiamo avuto molti dubbi” ha ribadito l’archeologo Luigi Caliò. “Un teatro – ha aggiunto – in linea con quello che sta succedendo in Sicilia nel terzo secolo, fra Agatocle, Pirro ed i romani, un secolo in cui la Sicilia è molto vivace, in cui si costruiscono strutture monumentali. C’è una ricchezza che viene utilizzata per creare monumentalità delle città. Per quanto riguarda la fine del teatro, cioè la sua distruzione – prosegue lo studioso – ad una lettura superficiale ed incerta dei materiali che abbiamo trovato, lo datiamo, in linea di massima, al terzo secolo dopo Cristo. I materiali indicano non una età tardo antica, ma un’età medio o tardo imperiale. Questo è un elemento interessante, gli edifici che si collocano sul teatro è vero che segnano la distruzione della cavea, ma sono altrettanto monumentali. Ancora non riusciamo a capire cosa sono. Abbiamo un muro di terrazzamento che e’ secante la cavea e che separa all’interno la parte destra. Sono strutture relativamente tarde, che noi datiamo entro il terzo secolo dopo Cristo, che ci raccontano una città che distrugge alcuni edifici, ma non rinuncia alla monumentalità. Si tratta di un edificio con muri di un metro e venti, un metro e trenta di spessore di una certa importanza”.

I saggi aperti, negli ultimi giorni, uno dei quali ieri, nella parte bassa, più a Sud, al di fuori dal teatro, hanno permesso agli archeologi di intercettare anche le strutture che sono a Sud del teatro. Il tutto per cercare di capire quale doveva essere l’organizzazione planimetrica della zona, come, dunque, il teatro si inserisse all’interno della città.

“Neanche un mese fa, nessuno si azzardava a pronunciare la parola “teatro”. Oggi possiamo dire che questa struttura, per come ci hanno detto i tecnici, è un teatro ed è un giorno importantissimo per Agrigento. Continueremo a scavare perché dobbiamo portare fuori ciò che poi che deve essere musealizzato. E questo per noi è un obiettivo da perseguire”. Lo ha detto il commissario del Parco archeologico di Agrigento, Bernardo Campo, durante la conferenza stampa sugli scavi archeologici in corso nella Valle dei Templi. “Fra 15 giorni finirà questo primo step – ha aggiunto – ma noi abbiamo già pensato di approntare un nuovo progetto che ci consentirà di proseguire gli scavi e poi magari avere un più ampio progetto che presenteremo su fondi comunitari. Il nostro impegno e’ di dare finalmente ad Agrigento il teatro che aspetta da tempo”. (foto askanews)