Cinquestelle a Palermo nel caos, scambio di accuse e assemblee annullate

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Beppe Grillo
Beppe Grillo

Non si pacano le polemica tra i Cinquestelle a Palermo. Ieri è saltata  l’assemblea degli attivisti grillini che avrebbero dovuto discutere sia del caso delle presunte firme false a supporto della lista per le comunali del 2012, sia delle “Comunarie” per la scelta dei candidati alle amministrative della primavera prossima e del programma elettorale da presentare alla città.

Oggi è Massimo Trezza, attivista del M5S, a ribadire che esiste il documento, smentito dal meet-up, nel quale insieme “a una quarantina di attivisti storici e nuovi iscritti al M5S” viene chiesta “la sospensione dei parlamentari Riccardo Nuti, Claudia Mannino e Claudia La Rocca e di estromettere dalle ‘Comunarie’ Samanta Busalacchi e Riccardo Ricciardi, marito della deputata nazionale Loredana Lupo, quest’ultimo per evitare ‘parentopoli'”.

“Vi posso garantire che, al contrario di ciò che affermano le fonti interne al meet-up, morto e sepolto, di cui non si conoscono nomi e cognomi, il documento esiste, ma essendo ad uso assemblea verrà reso noto solo dopo averlo sottoposto ai voti della maggioranza salvo chiarimenti esaustivi”, ribadisce oggi Trezza. Tesi che smentisce così fonti del meet-up di Palermo che, ieri sera, a loto volta, hanno smentito l’esistenza di un “fantomatico documento”, come lo hanno definito, con il quale si chiederebbe la sospensione dal movimento di tre deputati sul caso delle presunte firme false.

L’agenzia di stampa Adnkronos è adesso in possesso del documento, ma non ci sono firme di attivisti e simpatizzanti né si fa riferimento al deputato regionale Claudia La Rocca. Nel documento, datato 7 novembre, si legge: “A seguito della convocata assemblea degli attivisti prevista in data 7 novembre, visti i servizi giornalistici della trasmissione Le Iene, si intende richiedere ai portavoce chiamati in causa e agli attivisti coinvolti di chiarire quanto emerso, anche in considerazione dell’indagine giudiziaria avviata dalla Procura di Palermo. Proprio a tutela dei soggetti coinvolti, nonché a tutela di tutto il M5S si chiedono i chiarimenti precisando che tale documento sfocerà nella richiesta di sospensione a scopo cautelare della portavoce Claudia Mannino, del portavoce Riccardo Nuti, quale responsabile della raccolta firme del 2012 e candidato sindaco”.

Nel documento diffuso dall’agenzia di stampa si legge ancora: “Si richiede anche l’esclusione dalle ‘Comunarie’ dell’attivista Samantha Busalacchi a scopo cautelare. Il tutto si porterà a conoscenza dell’assemblea che con il voto libero e democratico potrà approvare o meno la proposta testé avanzata e qualora verrà inoltrata allo staffa del M5S. Ci preme precisare che per evitare attacchi politici legati alle parentele nel Cinquestelle a Palermo, chiediamo l’esclusione dalle ‘Comunarie’ di Riccardo Ricciardi, marito della portavoce Loredana Lupo. I chiarimenti se esaustivi bloccheranno tale documento e ci aiuteranno ad affrontare la prossima campagna elettorale. Auspicando che il M5S possa ritornare libero e democratico sottoponiamo il testo alla sottoscrizione dei presenti che ne approvano il contenuto”.

Ma Massimo Trezza ribadisce fino a questa mattina: “Il sostegno al documento al momento è di circa quaranta attivisti ma potrebbero diventare di più in assemblea”. E aggiunge: “Il Movimento cinque stelle deve essere libero e aperto!”. “Avremmo voluto presentare il documento ieri sera – dice ancora Trezza – Non escludo che la riunione sia saltata per evitare di entrare nel merito della nostra richiesta. È da tempo che nel M5S a Palermo non c’è libera partecipazione: è stato ridotto a un club esclusivo e non a un movimento inclusivo. Non condanno nessuno, a me interessa il bene del movimento che si apra a quante più persone possibile, ma credo che dopo il caso sollevato questi parlamentari debbano mettersi da parte per correttezza. Non possiamo accettare che sia Nuti a vagliare i curricula per le Comunarie” –  dice Trezza.

Intanto, restano “congelate” le Comunarie in attesa di ulteriori sviluppi. Arriva a stretto giro di posta la replica della deputata  Claudia La Rocca a Massimo Trezza: “Non so perché Trezza abbia parlato di me e dei presunti quaranta firmatari”, spiega. E aggiunge: “Ma gli attivisti volevano fare una legittima riunione di chiarimento e alcuni avevano scritto un’altra legittima lettera, ma di questo documento non ne sapeva niente nessuno, non è assolutamente espressione del Movimento di Palermo”.