Morta Giuseppina Rizzotto, sorella di Placido il sindacalista ucciso nel 1948 dalla mafia

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Giuseppina Rizzotto, 91 anni, sorella più piccola e unica ancora vivente di Placido Rizzotto, il segretario della Camera del lavoro di Corleone, che la mafia del feudo uccise nel 1948 è morta oggi.

Giuseppina Rizzotto per prima si era battuta per il riconoscimento dei resti del corpo del sindacalista trovati in una foiba a Rocca Busambra e poi a chiedere i funerali di Stato, a cui volle partecipare l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il 24 maggio 2012, Giuseppina ricevette una medaglia d’oro al valore civile dalle mani del Presidente.

Giuseppina Rizzotto era molto attaccata fratello: “Mi voleva bene che non vi posso dire. Per me non era un fratello, era un padre, era una persona meravigliosa. Ho la sua fotografia nella stanza da pranzo e sembra che ci parlo… non le posso dimenticare le cose sue. Chi lo voleva male? La mafia! – raccontò in una intervista alla Fondazione Argentina Altobelli – A loro non piaceva quello che faceva mio fratello perché erano contrari”.

Il giorno in cui Placido scomparve è rimasto per sempre fissato nella sua memoria. “Mio padre era a letto e mamma ci fa ‘vedi che ti devi alzare’. ‘Ma perché?’ ‘Devi andare a vedere dov’è Placido, perché Placido non è venuto mai così tardi e ancora non è venuto’. Allora papà disse ‘ma stai zitta a momenti viene’. ‘Nooo, tu mi devi fare questa cortesia’ ci disse la mamma, ‘devi andare a vedere dov’è Placido perché io non resisto più, perché lui viene sempre presto, e ora non è tornato’. E papà si alzò e andò da un suo amico che si chiamava Siracusa e dopo si sono svolte un sacco di cose. Tutto il paese a lutto. La gente tutta addolorata, tutta sconvolta una cosa impressionante”.