Gela: ironica e amara protesta di un residente per il degrado di Manfria

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Gela: ironica e amara protesta di un residente per il degrado di Manfria. “Se bello vuoi diventare i fanghi di Manfria devi provare”. E’ questo lo slogan ironico e provocatorio lanciato con la sua foto in costume attraverso i social network da un residente del quartiere Manfria, Giuseppe Passaniti, nella zona balneare di Gela, invasa dal fango creato dalle ultime piogge.

Per protestare contro lo stato di abbandono a Gela di alcune aree del quartiere, Passanisi ha piantato un ombrellone nella fanghiglia e, in tenuta da spiaggia, si è seduto, con una sdraio un ombrellone e piscinetta, a testimoniare il suo dissenso verso l’amministrazione comunale.

L’area interessata sorge a ridosso della statale 115 Gela-Licata, davanti a un bar della zona – che funge anche da traversa per quanti abitano da quelle parti ed entrano ed escono da lì per tornare a casa o giungere in città – che all’ora dei pasti diventa ristorante e pizzeria. I residenti chiedono maggiore attenzione per il loro quartiere.

Un’immagine che a prima vista appare divertente, ma che ha come unico obiettivo quello di denunciare la situazione che si è verificata dopo la pioggia caduta nelle scorse ore. Un pavimento di fango alto diversi centimetri. L’asfalto diventa pericoloso con il fango che si attacca alle ruote delle macchine, mettendo in difficoltà i tanti automobilisti. Una fotografia che diventa immagine simbolica del degrado, ma anche un avvertimento per le istituzioni di Gela chiamate ad intervenire.