Ingroia e Orlando, castristi palermitani in lutto per la morte di Fidel

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Fidel Castro

Castristi palermitani  in lutto. La morte del leader maximo fa discutere in tutto il mondo e ripropone il dibattito sulla controversa figura del dittatore comunista dell’Avana. E a sorpresa anche nella nostra città c’è chi si scioglie in peana per Fidel Castro.

No, non sono uomini o donne appartenenti ad una comunità di immigrati cubani a Palermo, no, si tratta nientedimeno che di un ex magistrato tra i più celebrati da talk show e stampa e del sindaco di Palermo. Personaggi evidentemente appartenenti a quella categoria intellettuale che vede un dittatore liberticida, come fu Fidel Castro, mondato da ogni responsabilità e colpa per il solo fatto di essere passato per il fonte battesimale del socialismo reale.

“Possiamo dire che il socialismo di  Castro ha realizzato la migliore operazione di welfare e di stato sociale sul pianeta? Io penso di sì. Se penso che la sanità ha raggiunto livelli altissimi ed è totalmente gratuita per tutti, che l’università cubana, anche questa del tutto gratuita è un’eccellenza nel mondo, che di fatto non esiste dispersione scolastica e che l’assistenza agli anziani e ai più deboli è garantita da un sistema pressoché perfetto. Oggi ci lascia, perciò il più illuminato dei leader di paesi comunisti nella lunga storia del socialismo reale” – ha scritto Antonio Ingroia, sul sito di Azione Civile, il movimento politico di cui è presidente. Per l’ex pm, quindi, il barbuto Fidel è stato un lungimirante esempio di filantropia e democrazia.

“Castro – sostiene non pago Ingroia – è stato anche un intelligente tessitore di strategie che hanno portato molti paesi dell’area a eleggere leader socialisti che hanno esportato buona parte delle sue idee socialiste nel resto del continente. Penso ad esempio alla saggezza dell’ex presidente dell’Uruguay Pepe Mujica che, non a caso, negli anni 60 è comandante guerrigliero in un gruppo che si ispirava apertamente alla rivoluzione cubana”.

Ingroia nel suo ardito pensiero ammette a malincuore che “in tema di diritti umani, il regime di Fidel non è stato un’avanguardia, ma negli ultimi anni la pressione sugli oppositori politici si è per fortuna molto ammorbidita”. Non sembrano pensarla come lui le centinaia di migliaia di cubani che stanno festeggiando ma dipartita del dittatore dal loro esilio di Miami. Ma tant’è…

“Castro ha, da comunista, dato enorme importanza alle politiche sociali, confermando su questo una virtuosa tendenza inversa rispetto a Paesi considerati piu democratici dove il welfare di fatto è sottoposto a continui tagli e privatizzazioni”. Insomma, per Ingroia Castro è un modello da seguire anche nei paesi occidentali.

Ma tra i castristi palermitani in lutto c’è nientedimenochè il nostro primo cittadino Leoluca Orlando. E se per Ingroia Castro era un esempio di solidarietà sociale, per il sindaco di Palermo il barbuto dittatore “ha rappresentato il simbolo della possibilità di liberazione dalle dittature e anche il simbolo di come le rivoluzioni possano perdere il proprio volto umano, burocratizzandosi”.

Forse lo avrà detto per compiacere il suo assessore alla Mobilità Giusto Catania, che di Fidel e del suo regime è da sempre un entusiasta ammiratore, certo è che la dichiarazione di Orlando è certamente originale.

Ovviamente Orlando non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione per una autocelebrazione. “In quel lungo percorso di apertura al mondo della Cuba post-rivoluzionaria culminato con l’eliminazione dell’embargo da parte del presidente Obama – ha tenuto a ricordare  -, anche Palermo ha svolto  il suo ruolo, contribuendo a mantenere vivi rapporti culturali e artistici, simboleggiati dal gemellaggio fra la nostra città e Santiago di Cuba, città natale di Castro”. E sembra di vederla, la lacrima commozione che scende lungo le guance.