Ars: niente accordo sulla manovra e il governo Crocetta va più volte sotto

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L'Aula di Sala d'Ercole

Ars: niente accordo sulla manovra e il governo Crocetta va più volte sotto. Da giorni si va avanti tra lavori e sospensioni; tra tensioni e le numerose volte che il governo Crocetta è andato sotto a Sala d’Ercole. “Il governo ha annunciato che non presenterà alcun maxiemendamento”, ha detto il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, prima di sospendere l’Aula per l’ennesima volta in questi giorni, durante la tormentata trattazione della manovra di assestamento del bilancio, intralciata da imboscate d’Aula all’ombra del voto segreto.

Niente accordo tra le forze politiche sul resto della manovra, circa la metà degli articoli, su cui si teme che la maggioranza faccia mancare i numeri, cosi come è successo su quattro norme governative, e che si fermi l’esame della mini finanziaria, per la quale i tempi sono strettissimi: “Entro stasera l’approvazione”, avevano detto il presidente dell’Ars e l’assessore alla Funzione pubblica Luisa Lantieri, per potere permettere alla Regione di stipulare il mutuo con Cassa depositi e prestiti e finanziare con urgenza i comuni che non sono in grado di chiudere i bilanci.

Pugno duro dell’assessore all’Economia Alessandro Baccei che non cede di fronte al disorientamento dell’Aula: “Andiamo avanti fino all’approvazione, si bocci pure quel che si deve bocciare”. Il presidente della Commissione Bilancio Vincenzo Vinciullo non ha preso parte alla seduta della sua commissione dove alla fine è saltato l’accordo sull’atteso emendamento.

Ardizzone ha sospeso l’Aula più volte convocando una conferenza dei capigruppo per decidere quale strada seguire, per poi riprendere i lavori dopo un nulla di fatto. Il governo era andato sotto sulla norma che stanziava 100 mila euro per le imprese del comparto della peschicoltura, su quella che stabiliva un contributo ai Comuni per fare fronte alle infrazioni comunitarie in materia di discariche abusive, nonché sul pagamento dell’Iva sui contratti di servizio di Trenitalia, 8,3 milioni. La società ha già protestato, spiegando che in questo modo il servizio ferroviario adesso è a rischio nell’Isola.

Soppresso inoltre con voto segreto anche l’articolo 19, collegato, aveva spiegato Baccei, alla stabilizzazione dei precari, stanziando 50 mila euro per l’Anci, utili ad assicurare il supporto di Ifel, che si occupa di determinare i fabbisogni dei singoli comuni a livello di piante organiche. Accantonato, invece, l’articolo sul riconoscimento del debito fuori bilancio da 3 milioni di euro, accumulato per i servizi di trasporto pubblico locale in alcuni comuni siciliani.

Via libera all’Ars invece a fondi per 5,5 milioni ai Comuni di Trapani e Comiso per finanziare le convenzioni degli aeroporti con Ryanair; alla norma che assegna 16 milioni alla formazione professionale dei ragazzi di età scolare, a quelle che riconoscono 65 milioni ai Comuni, 24 milioni agli enti di area vasta e 5 milioni per l’assistenza ai disabili. (AGI)