Da Musumeci a Miccichè e Fratelli d’Italia, il centrodestra ora ci crede

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Il clamoroso 72 per cento dei voti che ha seppellito il Sì in Sicilia ha ridato vigore all’opposizione di centrodestra. Da #DiventeràBellissima a Forza Italia, da Noi con Salvini a Fratelli d’Italia, è un coro unanime, la sinistra al governo si può battere a tutti i livelli.

“Abbiamo combattuto una battaglia importante, e siamo felici di averlo fatto per difendere la nostra democrazia, oggi ha vinto il popolo siciliano a cui ci siamo appellati, grazie” – ha commentato Nello Musumeci -. Abbiamo votato No convintamente, per ragioni giuridiche che abbiamo ampiamente spiegato in giro per la Sicilia negli incontri, numerosi e partecipati, che abbiamo promosso in queste settimane di campagna referendaria. Abbiamo votato No anche per ragioni politiche, – ha proseguito Musumeci – avendo Renzi personalizzato lo scontro e politicizzato la riforma costituzionale, così ha spaccato e dilaniato il Paese proprio sulla Costituzione che è la Carta che dovrebbe unire gli italiani. Grave errore del Presidente Renzi che oggi si carica tutte le colpe, pure quelle che in Sicilia hanno portato molti siciliani a votare no, contro un Pd di governo che con centristi e cambia casacca ha fallito impietosamente. La Sicilia è sempre stata anticipatrice diceva Renzi venerdì scorso, sono d’accordo con lui. Si respira aria di cambiamento in Sicilia – ha concluso Musumeci – questa vittoria deve essere di buon auspicio per quanti, come noi, stanno lavorando per riaggregare una forza vincente che possa rigenerare questa terra e ridare serenità ai siciliani, stanchi di assistere inerti ai fallimenti di Crocetta e dei traditori del voto che lo appoggiano. Oggi i siciliani hanno fatto sentire la loro voce, forte e chiara”.

Incalzato sugli scenari prossimi Nello Musumeci ha proseguito: “C’è stato un moto di ribellione e impressiona il risultato che viene dalle urne da tutta la Sicilia. Se si dovesse votare in anticipo per il Parlamento nazionale Crocetta dovrebbe pure lui dimettersi per consentire che nello stesso giorno si possa votare pure per la Regione. Sollecitiamo le forze del centrodestra e pure quelle che non si riconoscono più nel Pd affinché sia creata un’alternativa a Crocetta e Renzi. Se la scelta sul candidato governatore dovesse cadere sul mio nome ne sarei lusingato, pronto a mettere a disposizione la mia credibilità, la mia storia personale e la mia esperienza. Ma l’importante è decidere e decidere presto” – ha concluso.

Stesso concetto, quello espresso da Fratelli d’Italia. “La Sicilia ha dato un segnale di inequivocabile sfiducia nei confronti di Matteo Renzi e della sinistra di governo più in generale. Il 70 per cento di voti per il No a livello regionale a la punta del 72 per cento a Palermo rappresentano un dato significativo che perimetra già da solo l’area di consenso potenziale all’interno della quale occorre lavorare per elaborare una proposta credibile. Occorre però da subito separare il grano della cultura politica e di governo, dal loglio dell’antipolitica e dell’invettiva fine a se stessa – ha detto il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Giampiero Cannella -. Chi fino ad oggi ha rappresentato le ragioni del centrodestra con coerenza anche nella difficile stagione della sconfitta e dell’opposizione ed ha sostenuto le ragione del No, deve ritrovarsi ed elaborare una proposto ed una candidatura vincente sia per la sindacatura di Palermo, sia per la presidenza della Regione. Il voto referendario dei siciliani è un segnale che va colto al volo, attardarsi in tatticismi può essere fatale”.

E mentre il commissario regionale di Forza Italia, Gianfranco Miccichè si compiace per la valanga siciliana di No, per l’ex presidente del Senato Renato Schifani “è tempo di voltare pagina, il voto espresso ieri dai siciliani è un segnale che il centrodestra unito ha l’obbligo di saper intercettare per dare alla Sicilia un governo vicino ai cittadini, che sappia proporre e fornire risposte concrete e sia in grado di guidare la rinascita”.

Elezioni immediate, sia a livello nazionale che regionale, infine,  sono chieste a gran voce dal coordinatore per la Sicilia occidentale di “Noi con Salvini” Alessandro Pagano.