Operazione Ebano, i carabinieri negli uffici del Comune – IL VIDEO

0
28
aci castello

Operazione Ebano, i carabinieri negli uffici del Comune di Castelvetrano. I militari del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Trapani stanno perquisendo i locali dell’amministrazione. Come è ormai noto questa mattina è scattato il blitz che ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Palermo su richiesta della locale DDA, nei confronti di FIRENZE Rosario, classe ‘71.  Ai domiciliari è finito invece il suo faccendiere, il geometra SCIACCA Salvatore, classe ’73. Sono state notificate inoltre agli imprenditori  CALCARA Giacomo, classe ‘78, CUSUMANO Benedetto, classe ‘48, D’ALBERTI Fedele, classe ‘75, e TOLOMEO Filippo, classe ‘78 tutti nati e residenti a Castelvetrano, la misura cautelare del divieto di esercizio d’impresa.

Ad altre quattro persone  è stata notificata un informazione di garanzia: si tratta dei due fratelli di FIRENZE e due dirigenti del Comune di Castelvetrano. Le ipotesi di reato contestate vanno dall’associazione a delinquere di tipo mafioso, alla fittizia intestazione di beni e turbata libertà degli incanti.

L’attività, condotta dagli investigatori dei carabinieri sin dal gennaio 2014, denominata “Operazione Ebano”, si inquadra nell’ambito dell’azione  di ricerca del latitante Matteo Messina Denaro. Nello specifico l’imprenditore Rosario Firenze nonostante il provvedimento interdittivo emesso dalla Prefettura di Trapani, era riuscito, attraverso la fittizia intestazione delle società ai fratelli, a partecipare alle gare d’appalto per l’assegnazione dei lavori pubblici come i lavori di realizzazione della condotta fognaria nella via Maria Montessori, i lavori di manutenzione ordinaria di strade e fognature comunali nell’anno 2014 e i lavori di demolizione di fabbricati fatiscenti all’interno dell’ex area autoparco comunale di Piazza Bertani.

L’imprenditore era riuscito, inoltre ad aggiudicarsi sub appalti da ditte compiacenti alle quali, grazie alle protezioni di cui godeva all’interno dell’ufficio tecnico del Comune di Castelvetrano. Le indagini hanno permesso di accertare che l’uomo era riuscito ad essere uno degli imprenditori edili di riferimento di cosa nostra  nel territorio del Belice, versando periodicamente ingenti somme di denaro alla famiglia  di Matteo Messina Denaro per il sostentamento della latitanza e delle esigenze del clan mafioso.

Determinanti per l’operazione Ebano sono state  le dichiarazioni di Lorenzo Cimarosa,  (cugino del boss latitante), hanno fornito importanti conferme al quadro accusatorio. Altro elemento di spicco finito in manette è il geometra Salvatore Sciacca, dipendente della ditta Firenze Massimiliano Sas, che manteneva i rapporti con i dirigenti comunali, insieme ai due fratelli di Rosario Firenze  a quattro imprenditori edili castelvetranesi titolari di due imprese satelliti, la Concordia Costruzioni e la Multicostruzioni soc.

I carabinieri hanno inoltre proceduto al sequestro delle due ditte, e del complesso aziendale, riconducibile a Rosario Firenze. Il valore dei beni sequestrati ammonta a circa 6 milioni di euro.

Un plauso all’operazione è venuto dal sindaco della città trapanese Felice Errante. “Esprimo un plauso alla magistratura e alle forze dell’ordine e mi auguro che possa essere fatta presto luce. Da parte nostra c’è la massima collaborazione e disponibilità. Per quanto riguarda i dipendenti comunali coinvolti aspetto di conoscere le contestazioni che vengono loro mosse”. Sul rischio che l’ennesima indagine antimafia possa gettare ancora  una volta una luce negativa sul grosso centro del Trapanese, “patria” del super latitante, il primo cittadino ha aggiunto: “La mia città non è mai stata trattata con oggettività, su Castelvetrano si è scritto sempre tutto e il contrario di tutto e da sempre vive con questo peso. Sicuramente questa nuova indagine rappresenta un nuovo neo per un paese che invece negli anni ha cercato di riscattarsi e ha fatto tanto sul fronte della legalità”.

Felice alla notizia della conclusione dell’operazione Ebano anche Elena Ferraro, imprenditrice antiracket che vive sotto tutela. “Oggi Castelvetrano si è svegliata con questa bella notizia. Tra le persone coinvolte nell’inchiesta antimafia ci sono anche insospettabili funzionari del Comune. È evidente che il Comando provinciale dei carabinieri, comandato dal colonnello Stefano Russo, unitamente ai Ros, abbiano fatto un lavoro certosino e delicato perché si stanno avvicinando al cuore della macchina burocratica che concede gli appalti pubblici”.

La donna, titolare di una clinica privata,  vive scortata  per avere denunciato un cugino del boss mafioso Matteo Messina Denaro, che l’aveva minacciato per avere il pagamento del pizzo. “Era scontato che un imprenditore che riesce a truccare le gare pubbliche avesse dei funzionari comunali compiacenti e questo dimostra che si sta seguendo la pista giusta che porterà all’arresto di Messina Denaro. Restiamo in attesa di conoscere i dettagli della operazione ma è evidente che questo è solo l’inizio – ha spiegato la giovane imprenditrice -. La novità della operazione castelvetranese di stamani è che finalmente si sta iniziando a vedere nei posti strategici del potere”.