Ballottaggi, scoppia il caso Daverio: il critico “promesso assessore” a Belluno e Lodi

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Philippe Daverio “promesso assessore” alla Cultura a Belluno. Ma anche a Lodi. Nella campagna elettorale in vista dei ballottaggi di domenica, scoppia il ‘caso’ del critico d’arte che, in poco più di 24 ore, sarà presentato come futuro componente di due giunte diverse, espressione di candidati sindaci di aree opposte, uno vicino al centrodestra, l’altro in corsa per il Pd.

Ieri è stato Paolo Gamba, ‘civico’ sostenuto dall’area di centrodestra a Belluno, a ‘lanciare’ Daverio come prossimo assessore alla Cultura in caso di una sua vittoria al ballottaggio contro il sindaco uscente Jacopo Massaro (area centrosinistra). “Ho presentato due assessori: un assessore al Bilancio che è l’ex direttore generale della Regione Veneto, Tiziano Baggio, e ieri ho presentato Philippe Daverio che ha dato la sua disponibilità ad aiutarci a portare avanti un progetto bello sulla Cultura”, conferma Gamba, contattato al telefono. “La moglie di Daverio è cadorina, di qui”, spiega a chi gli chiede di spiegare il ‘senso’ del legame con Daverio.

Il quale, infatti, stando alle ricostruzioni dei quotidiani locali, ieri scandiva: “Mi sento bellunese visto che ho sposato una bellunese e voglio valorizzare Belluno, che ha un grande potenziale artistico e culturale inespresso”. Circa 300 chilometri a Sud Ovest, oggi tocca, invece, al democratico Carlo Gendarini, in corsa a Lodi, lanciare la ‘carta’ Daverio. “Confermo che Philippe Daverio sara’ il nuovo assessore alla Cultura di Lodi nel caso di mia elezione a sindaco”, scriveva ieri Gendarini sulla sua pagina facebook “Incontrero’, insieme a Philippe, i giornalisti domani 22 giugno (oggi ndr) al caffe’ letterario”.

L’appuntamento è per le 16. Nell’incrocio dei ‘destini politici’ caso ha voluto che a sollevare la polemica sia proprio la Lega Nord, ovvero il partito che guidava la giunta di Milano per cui Daverio, 67 anni, ha servito effettivamente come assessore alla Cultura (tra il 1993 e il 1997, quando il sindaco era Marco Formentini). “I cittadini meritano un sindaco che non li prende in giro”, lamenta la candidata sindaco del Carroccio a Lodi, Sara Casanova.

“A Lodi serve conoscenza della realtà locale, spirito di servizio e presenza costante – sostiene Casanova -. Con tutto il rispetto per Daverio, lui non può soddisfare nessuna di queste richieste. Evocare nomi altisonanti non risolve nessuna delle emergenze della città. Il candidato del Pd ancora una volta dimostra di utilizzare il solito metodo del partito che rappresenta: promettere cose irrealizzabili solo per garantirsi ancora una volta il potere. Lo stesso che a Lodi si sono spartiti per 20 anni con i disastrosi risultati che sono sotto gli occhi di tutti”.