Falsi incidenti stradali e corruzione, 7 misure cautelari: Polizia scopre a Catania organizzazione che truffava assicurazioni

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foto tempostretto.it

La Polizia di Stato  ha eseguito a Catania, su delega della Procura, un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di sette persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni di compagnie assicuratrici e corruzione in atti giudiziari. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile, che hanno preso le mosse da alcune aggressioni a medici in servizio nel Pronto Soccorso dell’ Ospedale Vittorio Emanuele, hanno permesso di accertare l’ esistenza di una presunta associazione per delinquere accusata di essere dedita alla consumazione di una serie indeterminata di truffe ai danni di molteplici società assicurative sotto forma di denuncia di falsi incidenti stradali e precostituzione dei relativi elementi di prova, e di più reati contro l’amministrazione della Giustizia – nella specie false testimonianze – finalizzati a realizzare i profitti conseguenti alle denunce degli incidenti stradali simulati.

La banda sarebbe responsabile di 17 truffe ai danni di compagnie di assicurazione. Nell’inchiesta sono indagate in totale 64 persone. Gli arrestati sono Giovanni e Gaetano Pantellaro, rispettivamente padre e figlio, di 43 e 28 anni, e Angelo Ragusa, di 35. Agli arresti domiciliari e’ finito Giuseppe Alì, di 62. I divieti di dimora sono stati disposti per Alessandro Fichera, di 33 anni, Carmelo Moncada, di 61, ed Orazio Sapuppo, di 43. Il gruppo, capeggiato da Giovanni Pantellaro, avrebbe avuto come base operativa uno studio di infortunistica stradale di via Plebiscito, ‘Infortunistica Stradale’ – che è stato sequestrato – collocato strategicamente – dicono gli inquirenti – di fronte all’ingresso del Pronto Soccorso dell’Ospedale Vittorio Emanuele II, accorgimento che avrebbe consentito agli indagati di individuare i pazienti con lesioni che potevano essere in maniera stratta compatibili con un sinistro stradale, che venivano accompagnati durante la loro visita in Pronto Soccorso ed ‘invitati’ ad indicare un generico incidente stradale come causa delle lesioni.

Le indagini hanno preso avvio da alcune aggressioni ai medici del Pronto Soccorso dell’ospedale, che hanno dato un valido contributo alle indagini. Il figlio di Giovanni Pantellaro, Gaetano, Ragusa ed Ali’ avrebbero coordinato l’attività degli altri associati, impartendo le necessarie indicazioni operative. Dalle indagini è emerso che molti pazienti, al momento della registrazione presso il triage, avevano sostenuto la natura accidentale del trauma, ma successivamente in sede di referto medico, avrebbero preteso che il medico di turno apponesse nello spazio dedito alla causale, la dicitura “incidente stradale”, circostanza alla quale si sarebbero opposti due medici, che sono stati poi aggrediti. La vicinanza fisica all’ospedale avrebbe inoltre garantito ai componenti l’organizzazione di parlare con persone che lavoravano nel nosocomio senza necessita’ di contatti telefonici.