Catania, ritardo volo: condannata compagnia anche al rimborso del ticket

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aeroporto di fontanarossa

Una compagnia aerea è stata condannata non solo alla refusione della compensazione pecuniaria, ma anche al rimborso del biglietto in caso di ritardo oltre le 5 ore. La vicenda, rende noto l’avvocato Luigi Randazzo dello Studio Gierrelex, riguarda il caso di una passeggera che aveva acquistato con una nota compagnia aerea spagnola un volo da Genova a Catania, con partenza prevista per le ore 19.50.

Giunta in aeroporto in anticipo ha atteso insieme agli altri passeggeri, l’orario previsto per l’imbarco. Solo qualche minuto prima della partenza, i passeggeri sono stati informati del posticipo della partenza. “In totale assenza di informazioni e assistenza, i passeggeri”, avrebbero atteso “spiaggiati” all’interno dell’aeroporto, per poi finalmente partire nelle prime ore del giorno successivo, con oltre 6 ore di ritardo. Il Giudice di Pace di Catania ha condannato la nota Compagnia aerea spagnola a risarcire la passeggera, assistita dall’avvocato Luigi Randazzo, non solo alla refusione della compensazione pecuniaria, in applicazione dell’ormai consolidato principio giurisprudenziale secondo cui il ritardo oltre le tre ore vada assimilato alla cancellazione del volo, ma anche, “aspetto significativo della vicenda”, sottolinea il legale, “alla restituzione del prezzo del biglietto, nonostante la stessa ne avesse comunque usufruito”.

Il Giudice di Pace di Catania ha, inoltre, condannato la Compagnia al pagamento degli interessi calcolati al 3% annuo al fine ristorare, in termini di lucro cessante, il danno da ritardo, calcolandoli sul valore delle somme via via rivalutate secondo indici Istat, oltre agli interessi legali e alle spese legali. “La severa, ma equa, applicazione dell’articolo 8, parte 1, lettera a del Regolamento 261/2004 da parte del Giudice di Pace  – commenta l’avvocato – assolve il fondamentale obiettivo che l’azione giudiziaria si era preposta, ovvero la riparazione integrale del danno sofferto dal passeggero, non potendosi non includere il rimborso di un corrispettivo versato per una prestazione di fatto eseguita in maniera difforme a quanto previsto, in linea con il dettato previsto dalla disciplina codicistica”. (ITALPRESS).