Oggi il Pd alla prova di Sala d’Ercole tra le polemiche interne

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guerra nel Pd a sala d'ercole

Suonerà oggi alle sedici la campanella di Sala d’Ercole per richiamare i deputati in Aula ed eleggere i restanti componenti dell’ufficio di presidenza. Dopo l’elezione, sabato pomeriggio del presidente dell’Ars, oggi toccherà ai due vice e poi, a seguire, ai tre deputati questori e ai segretari.

Ma se l’aspetto formale è chiaro, lo stesso non si può dire per il dato politico. Al voto si va con un quadro mutato rispetto rispetto agli equilibri iniziali dell’Ars. L’elezioni di Gianfranco Miccichè alla torre Pisana con 39 voti, (quattro, alcuni affermano addirittura sei, in più rispetto a quelli del centrodestra) continua a dilaniare il Partito democratico. E se il gruppo di Sicilia Futura, emanazione politica dell’ex ministro Totò Cardinale ammette il voto favorevole, anzi ne rivendica il merito, lo stesso non può dirsi per i renziani.

Alle tensioni interne che a livello locale attraversano da anni il Pd, si è aggiunto il sospetto di un supporto nazionale all’operazione di sabato. Supporto smentito da Miccichè ma insinuato da più di un esponente piddino, a cominciare da Giuseppe Barretta per arrivare a Peppe Lumia.

Oggi ci hanno pensato i giovani del Pd, con un duro comunicato, a lanciare accuse alla classe dirigente del partito. Per loro il voto a Miccichè “ha confermato in maniera disarmante che una parte della classe dirigente del nostro partito non ha il minimo rispetto per se stessa, confermando quel senso comune che vede il confronto politico tra centrodestra e M5s. Andando ben oltre il riconoscimento dell’onore delle armi – affermano in una nota-  il gesto di votare il commissario di Forza Italia nonché uomo di punta del centrodestra è un atto vergognoso e privo di rispetto verso gli elettori e la storia del Pd. Votare chi ha raggiunto il consenso attraverso imputati, indagati e condannati o voltagabbana riciclati della politica che cambiano schieramento in base alla propria convenienza. A questi, se ne sono aggiunti, da ieri, altri quattro”. La partita interna al Partito democratico è tutta aperta.