Emergenza rifiuti, 48 Comuni siciliani protestano dopo stop conferimento a Bellolampo

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La discarica di Bellolampo chiude le porte e in 48 comuni del Palermitano, messinese e trapanese scatta la protesta. Con la discarica di Palermo chiusa, i Comuni non hanno avuto alcuna alternativa se non aderire alla proposta di EcoAmbiente di trasportare i rifiuti a Catania, con costi notevolmente più alti.

“Siamo in una situazione assurda – dice all’Adnkronos il sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina – Abbiamo dovuto firmare le nuove condizioni proposte da EcoAmbiente altrimenti ci saremmo ritrovati con i rifiuti per strada, ma oggi ci troviamo a pagare 170 euro a tonnellata contro i 110 euro che pagavamo a Palermo”.

Una cifra che è data da un aumento del 10% dei costi di discarica e da 52 euro a tonnellata in più per il trasporto. I primi cittadini avevano chiesto un incontro urgente con l’assessore regionale Vincenzo Figuccia. Poi sono arrivate le dimissioni e adesso la richiesta è sul tavolo del presidente della Regione siciliana Nello Musumeci.

“Il sistema è al collasso e il neo assessore ha abbandonato la nave al porto – scrivono i 48 sindaci in un documento comune – L’unico interlocutore a questo punto è il presidente Musumeci. Siamo in emergenza da anni per colpa della Regione e non permetteremo di far pagare il conto ai nostri cittadini”.