Gratteri: liberalizzare le droghe leggere non danneggia la mafia

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Una piantagione di marjiuana
Una piantagione di marjiuana

La liberalizzazione delle droghe leggere non danneggia la mafia ne fa diminuire la domanda. A dirlo,  in una intervista alla Stampa, è il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri.

Quotidianamente in Sicilia le notizie riportano cronache di arresti e perquisizioni con la scoperta di piantagioni di marijuana o depositi di hashish. E sempre più spesso il dibattito sulla lotta alla diffusione degli stupefacenti si divide tra “proibizionisti” e “legalizzatori”. Ma l’analisi di un tecnico come Gratteri non può passare inosservata. Anche se, sempre sul fronte della lotta alla criminalità, il procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, si era favorevolmente sulla legalizzazione delle “canne”.

“Penso che uno Stato democratico non si possa permettere il lusso di liberalizzare ciò che provoca danni alla salute dei cittadini” – attacca Gratteri nell’intervista. Non è soltanto un problema etico, ma anche pratico, secondo il magistrato. “Il guadagno che si sottrarrebbe alle mafie è quasi ridicolo rispetto a quanto la criminalità trae dal traffico di cocaina e eroina”.

Gratteri fa un esempio pratico, numeri alla mano: Un grammo di eroina costa 50 euro, un grammo di marijuana costa 4 euro. Non c’è paragone dal punto di vista economico, ogni 100 tossici dipendenti solo il 5 per cento usa droga leggere. Di questa percentuale solo i l 25 per cento viene utilizzato da maggiorenni, l’altro 75 per cento sono minorenni”.

La legalizzazione della droga, quindi, diffonderebbe l’utilizzo anche ai minorenni creando più di un problema etico, secondo l’intervistato. “Di sicuro, comunque,  non risolveremmo il problema di contrasto alle mafie. Le mafie per coltivare canapa non pagano luce, acqua e soprattutto personale – spiega Gratteri – .  “Se si legalizza invece, bisogna assumere operai, pagare acqua, luce, i l confezionamento, il trasporto”.

E tutto questo è già oggetto di un esperimento fallimentare. A Modena sono state create delle serre “legali” per la coltivazione di canapa indiana. “Si è capito che in questo modo un grammo costerebbe 12 euro, tre volte in più di quanto costa al mercato nero. È evidente che il consumatore andrà comunque dove paga meno” – conclude Gratteri.