Palermo, truffa ai danni del Policlinico: misura cautelare per un medico ricercatore

0
110

I carabinieri del Nas di Palermo, dopo indagini nei confronti di un docente universitario della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università degli Studi del capoluogo siciliano e di un medico ricercatore in servizio nella stessa, hanno proceduto nei confronti di quest’ultimo all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo per 104.694,18 euro.

A carico di entrambi gli indagati è stato evidenziato un grave quadro indiziario per i reati di falso ideologico e abuso d’ufficio e, nei confronti del medico ricercatore, anche di truffa aggravata ai danni dell’Università degli Studi di Palermo.

La somma sottoposta a sequestro è l’equivalente del vantaggio economico conseguito dal ricercatore e derivante dal contratto di lavoro a tempo determinato e a tempo pieno che lo vincolava all’Università, per un impegno orario di 1.500 ore annue, per il periodo dal 2013 al 2016, mentre in realtà lo stesso effettuava attività libero professionale esterna non autorizzata nonché attività di consulenza per una importante multinazionale farmaceutica con la quale, già dall’anno 2012, aveva stipulato contratti di collaborazione finalizzati all’erogazione retribuita di consulenze endocrinologiche on-line.

L’indagine è scaturita da un accertamento effettuato nel 2016, nel corso del quale è emersa l’esistenza di 204 pratiche irregolari inerenti piani terapeutici a base di ormone somatotropo prescritti illecitamente dal 2014 al 2016 dal ricercatore universitario a 133 pazienti, per una spesa complessiva di 849.789,86 euro. I pazienti venivano sottoposti a visita, anche presso un centro medico privato, dal ricercatore, non autorizzato alla prescrizione.

I carabinieri del Nas hanno notificato i provvedimenti al ricercatore universitario Alessandro Ciresi, che deve rispondere di falso ideologico, abuso d’ufficio e truffa aggravata ai danni dell’Università e del Policlinico e che si è visto sequestrare beni per 104.694,18 euro.

Gli illeciti sarebbero stati compiuti dal 2014 al 2016. Sotto indagine anche la docente universitaria Carla Giordano che, essendo autorizzata dall’assessorato regionale della Salute per le specifiche prescrizioni, lo avrebbe aiutato. Alla professoressa si contestano il falso ideologico e l’abuso d’ufficio.