Schieramenti politici in movimento in Sicilia. Ieri la notizia che Renato Schifani si è dimesso da capogruppo dell’Ncd al Senato per marciare, con tutta probabilità, verso il centrodestra, oggi la presa di posizione di Fratelli d’Italia in merito alle prossime scadenze elettorali.
Il partito della Meloni, infatti, ha tenuto a Palermo la segreteria regionale per la Sicilia Occidentale. Riuniti dal coordinatore Giampiero Cannella, i responsabili provinciali hanno affrontato il tema delle prossime scadenze elettorali e della mobilitazione in vista del referendum d’autunno sulla riforma costituzionale.
Al termine della riunione, i dirigenti di FdI hanno redatto un documento con il quale si ribadisce che: “Fratelli d’Italia è aperto a concorrere, insieme a tutte le forze che si oppongono ai malgoverni di Orlando, Crocetta e Renzi, alla costruzione di una coalizione quanto più ampia possibile sulla base di principi e programmi compatibili e condivisi”.
Tema “caldo”, la scelta degli alleati, ma soprattutto del candidato a Palazzo d’Orleans. Per Fratelli d’Italia “la scelta del futuro candidato di centrodestra alla presidenza della Regione deve avvenire attraverso il preventivo coinvolgimento del corpo elettorale, e comunque il personaggio individuato dovrà avere un profilo capace di ispirare fiducia in un panorama dominato sempre di più dall’antipolitica”.
Secondo i vertici di Fratelli d’Italia “occorre mettere in campo soggetti che non abbiano un passato politicamente squalificato o equivoco, che non siano stati direttamente coinvolti in compagini di governo guidate dalla sinistra e che diano garanzia di moralità pubblica, osservanza dei valori della legalità e che siano sensibili ai temi etici e della famiglia”.
Gli ex di Alleanza nazionale ribadiscono che parteciperanno “al pari delle altre forze politiche alternative al centrosinistra e attente al futuro della Sicilia, a tutte le iniziative necessarie alla definizione della coalizione e alla scelta del candidato”. Da fine agosto, infine, partirà una campagna di mobilitazione regionale per spiegare le ragioni del ‘No’ al referendum sulla riforma costituzionale voluta da Renzi.







