Sanatoria, Ardizzone “stoppa” l’emendamento di Fazio

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Immobile abusivo sulla costa siciliana

“Questa sanatoria non s’ha da fare”. Alla fine ci ha pensato il presidente dell’Ars, l’udiccino Giovanni Ardizzone a bloccare tutto. L’inquilino della torre Pisana ha stoppato l’emendamento firmato dall’ex sindaco di Trapani ed deputato regionale Girolamo Fazio che era una mina vagante anche per la maggioranza.

Nonostante rassicurazioni e distinguo, infatti, dentro Pd, Ncd e Udc la tentazione di votare “sì” alla sanatoria che riguardava le costruzioni in riva al mare era tanta.  “L’emendamento sulla cosiddetta sanatoria delle costruzioni realizzate nella fascia costiera dei 150 metri dalla riva contiene evidenti profili di incostituzionalità pertanto è inammissibile e quindi domani non verrà discusso in Aula” – ha dichiarato a metà pomeriggio Ardizzone.

Immediate le reazioni positive da parte delle associazioni ambientaliste e il sospiro di sollievo dei dirigenti del Partito democratico, preoccupati di vedere alcuni loro deputati ingrossare con i loro voti le file dei favorevoli. Mimmo Fazio non l’ha presa bene, soprattutto perché nell’immaginario collettivo è ormai stato individuato come il padre della sanatoria tanto contestata.

“Non ci sto a passare per quello che vuole cementificare le coste siciliane. Non ci sto ad essere considerato portatore di interessi oscuri, tessitore di trame di illegalità, sostenitore di volontà altrui per biechi interessi elettoralistici. Non ci sto ad immolarmi sull’altare dell’ipocrisia che anche lei, con le sue autorevolissime dichiarazioni, ha contribuito ad erigere, e non sarò e non vorrò essere l’agnello sacrificale dell’ambientalismo di maniera che agita la parola sanatoria come fosse una clava ma che non ha letto una riga della mia proposta normativa, né della relazione che ne illustra la ratio” – ha scritto  Fazio in una lettera inviata al ministro per l’Ambiente, Gian Luca Galletti.

L’emendamento della discordia (articolo 14 bis) relativo alle “Costruzioni nella fascia dei 150 metri dalla battigia, utilizzo delle abitazioni ed immobili abusivi”, presentato nell’ambito del ddl 841 di recepimento in Sicilia del testo unico in materia di edilizia non è un tentativo di introdurre “una sanatoria tout court” – secondo Fazio. Si tratta invece, sempre secondo il deputato, di un tentativo “di porre rimedio alla stratificazione di errori e superficialità causata dalla classe politica in quaranta anni di produzione di norme urbanistiche confuse”.

L’emendamento “da me proposto – ribadisce l’ex sindaco di Trapani – non è una sanatoria, una sorta di pietra tombale su ogni abuso. Intanto perché viene posto un limite di tipo cronologico, che è il 10 agosto 1985 data del recepimento in Sicilia della sanatoria nazionale del 1985. Quindi per essere chiari: tutto ciò che è stato costruito dopo tale data va irrimediabilmente abbattuto come disposto da ordinanze e sentenze della magistratura. Non vengono riaperti termini di sanatoria, ma semplicemente si consente eliminando il divieto contenuto nella legge regionale 37/85 di regolarizzare la posizione a chi la sanatoria l’ha già presentata a suo tempo. In termini pratici, questo emendamento, non coinvolge l’intero patrimonio edilizio abusivo delle coste siciliane, ma verosimilmente solo un 5 per cento per cento”.

Ma le spiegazioni di Girolamo Fazio non hanno convinto le opposizioni. Ad urlare più forte i Cinquestelle e i comunisti, che hanno accusato le forze della maggioranza di trescare per far passare il provvedimento. “Il Partito democratico dopo essere stato scoperto fa marcia indietro per salvare la faccia. Il famigerato emendamento sulla sanatoria edilizia nelle coste poteva essere stoppato già tre settimane fa. Carte alla mano, la commissione Ambiente – guidata dal Pd – avrebbe potuto dichiararne l’inammissibilità da subito per violazione dei limiti costituzionali e chiudere definitivamente la partita invece la Maggio ha insistito ed ora recita la parte della smemorata” – è il commento dei grillini.