La Bindi contro Crocetta, bagarre in commissione antimafia

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Rosario Crocetta
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Seduta “calda” in commissione Antimafia durante l’audizione del presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta. Il governatore siciliano si è aspramente confrontato sian con la presidente Rosy Bindi, sia con alcuni commissari di centrodestra e di estrema sinistra. Uno di questi, Claudio Fava di SI, a un certo punto ha addirittura abbandonato i lavori.

Il punto nel quale l’audizione ha raggiunto i toni più alti è stato quello sui rapporti tra Crocetta e Antonello Montante, ex numero uno di Confindustria Sicilia e da molti considerato il suo big sponsor. Ad accendere il fuoco è stata la Bindi. Sua la domanda che ha fatto infuriare il presidente della Regione. “Vorremmo sapere se è vero che socio di maggioranza della giunta Crocetta è Confindustria Sicilia” ha detto Rosi Bindi.

A quel punto anche Fava ha affondato il colpo concentrando le sue domande sull’emergenza rifiuti nella Regione e sulle dimissioni polemiche dell’assessore Nicolò Marino. Non poteva stare a guardare Stefania Prestigiacomo di Forza Italia, che si è unita alle richieste di chiarimenti. Beppe Lumia del Pd, infine, ha chiesto a Crocetta di raccontare le dimissioni dell’assessore regionale Lucia Borsellino.

Il presidente della Regione però ha perso la pazienza ed ha bollato gli argomenti posti dai commissari come “teoremi politici” che “non mi interessano”. Pronta la replica stizzita della Bindi che lo ha accusato di “eludere le domande”.

Al centro della bagarre, anche la vicenda del segretario generale della Regione, Patrizia Monterosso, condannata per un danno all’erario di 1,3 milioni della Corte dei conti per la vicenda degli extrabudget nella Formazione e alla quale Crocetta ha recentemente rinnovato l’incarico.

Dopo l’audizione Crocetta si è sfogato con i giornalisti.  “E’ davvero deprimente – ha commentato il governatore – se alcuni di questi personaggi avessero fatto un centesimo della lotta alla mafia che ho fatto io nella mia vita… Forse sarebbe opportuno che parlasse più il loro impegno che le polemiche politiche. Come si fa a fare polemica politica sulla lotta alla mafia? lo trovo allucinante. In commissione mi sono spiegato bene. Sapete che sono in affari con qualcuno? No. Ho rapporti affaristici con Confindustria? No. Cosa mi legherebbe? Dicono che ho difeso Confindustria: a parte che non ci sono mie dichiarazioni al riguardo, mentre tutti questi signori sono coloro che in passato hanno esaltato la lotta antimafia di Confindustria”.

Ma da Sinistra italiana, che aveva polemicamente  abbandonato la seduta, è arrivata la stroncatura. “Invece di rispondere alle domande il presidente Crocetta, come se fosse in un talk show televisivo, ha cominciato a personalizzare l’audizione e a enumerare le sue prodezze antimafia. Neanche in questa occasione è riuscito a parlare del proprio ruolo ma solo di se stesso. Da Crocetta uno show inutile” – ha detto la capogruppo di SI in commissione, Celeste Costantino.

“Alle numerose domande che intervenivano su questioni strettamente legate al governo della regione Sicilia sui rifiuti, sui rapporti con Confindustria Sicilia e sulle dimissioni di alcuni membri della sua giunta, il governatore Crocetta non ha risposto. E alle domande dei commissari che provavano ad incalzare il governatore siciliano è scattata la difesa del Partito democratico” – ha accusato la Costantino.