Ztl e mobilità urbana, architetti e ingegneri incalzano Orlando

0
23

Ztl e mobilità urbana a Palermo, il dibattito non si placa ed anche l’Ordine degli Architetti e degli Ingegneri scende in campo. I professionisti palermitani hanno messo nero su bianco, in una lettera a Leoluca Orlando, le loro perplessità.

“Non è più rinviabile un effettivo percorso di partecipazione e di condivisione delle scelte che riguardano il futuro della città. Vale per la variante al Prg e per le scelte strategiche sui temi della mobilità. Un processo di partecipazione che deve avere due colonne portanti: essere vero ed essere regolamentato” – scrivono nella lettera al sindaco.

“Purtroppo – aggiungono – le iniziative che si sono svolte nel recente passato non hanno determinato effetti di reale coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni e delle rappresentanze professionali e di categoria. L’amministrazione ha annunciato di volere attuare, sui temi della mobilità un confronto pubblico attorno allo studio di fattibilità per il completamento del sistema tranviario. Condividiamo a pieno l’idea, ma non le modalità con cui viene prospettata”.

Per gli architetti e gli ingegneri “aprire al dibattito pubblico sulla rete tranviaria come su altri temi di rilevanza urbana – si pensi all’utilizzo del patrimonio immobiliare in disuso – è dunque, cosa buona e giusta. Ma se si vuole davvero incidere sui progetti e sulla cultura della progettazione e dell’appartenenza alle decisioni di una città, occorre che ciò avvenga seguendo alcune regole basilari. La prima è che il dibattito pubblico non può essere gestito da chi propone il progetto”.

Gli  estensori della lettera propongono un meccanismo già collaudato in altri Paesi europei. “In Francia dal 1994 esiste la ‘Commission National Du Debat Public’, un’autorità indipendente nata proprio con il compito di aprire il dibattito tra la cittadinanza e il mondo associativo che la compone (dalle professioni alle associazioni culturali e sociali) – spiegano i professionisti -. Il dibattito pubblico dura 4 mesi ed è preceduto da un’ampia campagna informativa e dalla pubblicazione di tutti gli elementi necessari alla valutazione con atti ma anche con sintesi chiare e comprensibili a tutti. Nell’arco di 4 mesi il dibattito viene aperto su un sito web. Alla fine del processo il presidente della Commissione presenta un rapporto finale ed entro 3 mesi dalla pubblicazione del rapporto, infine, il proponente decide se andare avanti, modificare o ritirare il progetto stesso”.

“Come può – concludono architetti e ingegneri – tutto questo esaurirsi nel percorso proposto dal Comune, dove proponente e gestore del dibattito sono lo stesso soggetto? Peraltro in piena estate su un progetto di cui si conosce poco o nulla?”.