L’ex presidente dello Iacp di Palermo nel mirino della Corte dei Conti

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La sede palermitana della Corte dei Conti

La gestione dello Iacp di Palermo sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti. Oggetto dell’attenzione dei magistrati contabili sono alcuni emolumenti erogati ai dirigenti ritenuti non esattamente in linea con le norme sui controlli, oltre che l’indennita del presidente.

Si tratta nello specifico di somme  che ammonterebbero a circa 100 mila euro l’anno ciascuno dati senza le necessarie verifiche. Nell’occhio del ciclone l’ex presidente dell’Istituto autonomo case popolari Marcello Gualdani, oggi senatore del Nuovo centrodestra.

Per il parlamentare alfaniano si profila l’ipotesi di un danno erariale stimato dai magistrati contabili in circa 700 miliardi euro. Oggetto dell’indagine della Corte dei Conti, oltre all’ex presidente, anche alcuni dirigenti che avrebbero percepito premi e indennità sproporzionate alle funzioni.

Su proposta del vice procuratore Gianluca Albo, la Procura regionale ha citato in giudizio Gualdani, i due dirigenti e tre componenti del collegio dei revisori dei conti per un danno di 618 mila euro. La magistratura contabile si è attivata su sollecitazione di alcuni anonimi. Ad essere attezionato è il meccanismo di assegnazione delle indennità di posizione e i premi di produzione.

Oltre a Gualdani, l’invito a dedurre è arrivato anche a Salvatore Giangrande ed Ernesto Butticé per un totale complessivo di presunto danno erariale a 118 mila euro. Per i premi assegnati senza le necessarie verifiche il danno erariale sarebbe di oltre 500 mila euro, imputato in parte all’ex presidente, in parte a Giangrande  e in parte al collegio dei revisori.

La Corte dei Conti ha  aperto un secondo fascicolo per il quale è stato inviato un avviso di messa in mora a Marcello Gualdani. Riguarda  gli emolumenti ricevuti tra il 2012 e il 2013 per un totale di 101 mila euro.