Piazza San Francesco d’Assisi come una sala da pranzo all’aperto

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piazza san francesco d'assisi

Piazza San Francesco d’Assisi come una sala da pranzo all’aperto e la basilica sfregiata da una presenza massiccia di tavoli. La polemica ferragostana a Palermo corre sui social e investe la questione dell’utilizzo del suolo pubblico. In una città dove lo scontro sulle Ztl, sul tram e sulle pedonalizzazioni “forzate” ha diviso i palermitani in favorevoli e contrari, con il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore Giusto Catania arroccati sulle proprie posizioni, c’è adesso chi fa le “pulci” a quest’amministrazione comunale proprio sul suo cavallo di battaglia, ovvero la Palermo pedonale.

A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato nelle scorse ore il giornalista e scrittore Alberto Samonà in un post pubblicato sulla propria bacheca Facebook, accompagnato da una fotografa a dir poco eloquente. Nello scatto viene immortalata la chiesa di San Francesco d’Assisi, basilica fra le più antiche e belle di Palermo, con l’omonima piazza, “seppellita” dai tavoli di una nota trattoria. In pratica, come dimostra l’immagine, scattata dallo stesso Samonà, l’intera piazza nei mesi estivi è adibita a sala da pranzo e, dunque, la conseguenza è che un bene culturale fra i più belli e preziosi della città, e non solo, ne risulti oscurato, diventando una sorta di cornice per gli avventori dello stesso locale.

“Ecco la Basilica di San Francesco d’Assisi a Palermo – si legge nel post pubblicato da Samonà – un gioiello in stile gotico del XIII Secolo d.C. Mi domando come si possa ammettere che la piazza antistante nel periodo estivo venga, da anni, trasformata in una gigantesca trattoria, scippandola ai cittadini e ai turisti, che, se vogliono scattare foto alla chiesa, sono costretti a immortalare tavoli e camerieri”.

L’occhio del cronista mette il dito nella piaga, non accusando i titolari della storica Antica Focacceria San Francesco e nemmeno la scelta di rendere pedonali strade e piazze del centro storico, ma la politica, gli amministratori e la burocrazia che hanno permesso tutto questo. Che tollerano che le stesse piazze storiche sottratte alle auto, vengano poi concesse con leggerezza e senza alcuna riflessione sul decoro urbano dei luoghi.

“Non sarebbe più logico – prosegue la nota pubblicata su Facebook dal giornalista – limitare i tavoli agli spazi laterali della piazza, lasciando la parte centrale libera? Quale genio del male firma a Palermo le concessioni del suolo pubblico? E con quali logiche?”.

Già, con quali logiche, specie in una città, nella quale il primo cittadino e il suo assessore alla Mobilità stanno da tempo combattendo una battaglia senza quartiere proprio per le pedonalizzazioni. Come si può ammettere, da un lato, di chiudere strade e piazze al traffico veicolare, e dall’altro, di tollerare che le stesse siano poi negate alla pubblica fruibilità?

Per la cronaca, il post è accompagnato da centinaia di “like” di palermitani e da tantissimi commenti di persone, indignate per l’accaduto. Con testimonianze di tanti, che tentando di fotografare l’antica basilica di San Francesco, sono stati costretti a immortalare anch’essi i tavoli con la gente intenta a mangiare. Così come si vede nella foto di Samonà.