Bombe al gas cloro del regime di Assad su Aleppo, Obama ora riflette

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il colore tipico della sostanza che si diffonde con lo scoppio delle bombe clorine

Bombe al gas cloro del regime di Assad su Aleppo, Obama ora riflette. Al Jazeera riferisce che il regime di Assad ha utilizzato gas cloro in bombardamenti con barili-bomba sganciati da elicotteri. La notizia appare confermata dalle testimonianze dei soccorritori ed attivisti dell’opposizione siriana ad Aleppo che parlano di alcuni morti e decine di intossicati e tra questi diversi bambini con evidenti difficoltà respiratorie.

Tuttavia, vista la provenienza dell’informazione non c’è alcuna possibilità di conferma indipendente se non quando è possibile vedere le frequenti nubi di fumo arancione che si sollevano dalla zona di Soukkari, sobborgo della zona ovest di Aleppo. Le bombe al cloro, infatti, presentano questa particolare colorazione una volta che detonano.

Il gas sprigionato dalle bombe clorine, sebbene meno pericoloso del sarin, in quanto non mortale, crea problemi respiratori tanto da provocare irreversibili edemi polmonari se inalato in grandi quantità, mentre allo stato liquido provoca ustioni cutanee.  Il gas è due volte e mezzo più pesante dell’aria, ha un odore soffocante ed è molto velenoso. Lo scorso 11 agosto, in un altro bombardamento nel quartiere di Zudbiya, sono morte intossicate una donna e i suoi due figli di 4 e 10 anni.

La sostanza non è stata esplicitamente vietata dalla Convenzione sulle Armi Chimiche, che lo stesso governo siriano ha ratificato nel settembre del 2013, tuttavia si stabilisce il divieto di usare qualsiasi sostanza chimica come strumento bellico e quindi tale disposizione applicabile per analogia alle bombe al cloro.

Brown Moses, noto esperto di questioni siriane, esaminando il materiale video messo on-line dai media, sostiene che l’uso delle bombe al cloro avvenga con l’utilizzo di cilindri contenenti tritolo o altro materiale esplosivo e oggetti che nella detonazione vengono sparati fuori come micidiali proiettili (chiodi o pezzi di metallo).

Se si confermasse l’uso di armi chimiche da parte delle forze siriane, così come sostiene l’Opac, Organizzazione per il controllo delle armi chimiche, si sdoganerebbe il vincolo interventista di Obama in Siria che già nel lontano agosto 2012 aveva dichiarato: “Siamo stati molto chiari con il regime di Assad che per noi vedere spostate o impiegate le armi chimiche costituisce una linea rossa invalicabile”. E poi sempre Obama nel dicembre 2012:  “L’uso di armi chimiche è e sarebbe del tutto inaccettabile. E se commetterete questo tragico errore, ci saranno conseguenze e sarete riconosciuti come responsabili”. Per poi arrivare alla dichiarazione dell’aprile del 2013: “Non possiamo stare a guardare e permettere l’uso sistematico di armi come quelle chimiche sulla popolazione civile”.

Ma da allora lo scenario mediorientale è cambiato e sebbene le continue pressioni da chi sostiene “il libro delle regole di Washingthon”, che prevede immediate risposte a diversi eventi, risposte che tendono ad essere militarizzate, questa dottrina può diventare una trappola che ti porta a decisioni sbagliate, anche se ci sono buone ragioni per intervenire.

Pare che Obama abbia imparato la lezione ai danni del suo predecessore con il suo interventismo e l’esportazione della democrazia e non ha alcuna intenzione di cadere nell’errore di “do stupid shit”, fare cose stupite. (Davide Bruno)