Primo giorno di scuola in Sicilia, gli studenti già sul piede di guerra

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Protesta contro la
Protesta contro la "Buona Scuola" di Renzi

Primo giorno di scuola in Sicilia. Dopo le vacanze estive gli oltre settecentomila studenti dell’Isola hanno dovuto fare i conti con la sveglia mattutina e gli zaini. Alcuni si sono seduti tra i banchi già ieri, altri lo faranno domani. Quella siciliana è la terza regione per alunni iscritti, sebbene risultino novemila in meno rispetto all’anno scorso. Ma mancano ancora cinquemila docenti che saranno assegnati nelle prossime settimane, per ritardi nelle procedure di assegnazione.

Il nuovo anno scolastico non ha cancellato i vecchi problemi, compresi quelli legati all’edilizia scolastica. A Messina, ad esempio, 112 scuole comunali risultano a rischio per il mancato rispetto delle normative antisismiche e igieniche. Appena pochi giorni fa, nella città dello Stretto, della “Ettore Bordonaro” che ospita undici classi è stata decisa la chiusura per il timore di crolli.

Hanno alzato bandiera bianca, a poche ore dal via, anche diversi plessi, a Siracusa e Modica. Sulla mappa del disagio scolastico, del resto, sono piazzate svariate bandierine che rimandano a numerose località siciliane. Il primo giorno di scuola in Sicilia coincide così con l’avvio di una nuova stagione di protesta studentesca. Il Coordinamento studenti medi Palermo ha affisso, dinanzi agli ingressi di licei e istituti cittadini, striscioni eloquenti: “Ricomincia la scuola, ricomincia la lotta”, un messaggio che vuole rilanciare un autunno di lotte studentesche contro la ‘Buona Scuola’ del governo Renzi, la privatizzazione, l’alternanza scuola-lavoro”.