Crocetta e la maggioranza cadono all’Ars: stop ai fondi per Brass e Kore

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esercizio provvisorio
sala d'ercole

Crocetta e la maggioranza cadono all’Ars: stop ai fondi per The Brass group e la Kore di Enna. Maggioranza che sostiene Crocetta in frantumi. Partito democratico in crisi e nel bel mezzo di una crisi di nervi. Il ritorno dopo le ferie a sala d’Ercole è stato traumatico.

La manovrina che modifica in bilancio la destinazione di una manciata di milioni e che era stata congelata prima della pausa estiva è stata travolta dalla tempesta. Alta tensione tra i banchi dell’Aula, assente il governatore Rosario Crocetta e gran parte dei deputati che lo sostengono. Protagonisti indisturbati i franchi tiratori, con plateali bocciature  ai vari articoli. Alcune clamorose come su un articolo bocciato con 40 voti contrari e appena tre favorevoli, “un record” ha chiosato il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone che ha lanciato un appello alla responsabilità, rimasto sostanzialmente inascoltato.

Il presidente Ardizzone ha voluto concedere una tregua di 48 ore per dare modo alle forze politiche e in particolare al Pd di ricompattarsi sul documento economico, quasi annientato in Aula dalla stessa maggioranza che lo aveva invece approvato in commissione in estate. Simbolo di questo pasticciaccio l’articolo 22 del disegno di legge, sui programmi di edilizia agevolata, colato tristemente a picco con 40 voti contrari, 3 favorevoli e 2 astenuti.

“Abbiamo a che fare con una maggioranza che è un’armata Brancaleone, ancora stordita dal sole estivo”, ha affermato Marco Falcone, capogruppo azzurro. Le liti interne al Pd e il mancato supporto di altre frange di maggioranza hanno fatto andare sotto per ben quattro volte norme importanti della mini finanziaria: i fondi al consorzio agrario di Palermo, al Brass Group e alla Kore di Enna, i finanziamenti al comitato Taormina Arte e infine sull’istituzione di una diversa prassi per riscuotere la tassa di circolazione.

La manovra contiene tra le altre anche norme di emergenza quali le leggi di finanziamento per i disabili, i dipendenti delle province, i consorzi di bonifica, le scuole paritarie. Temi seri. “Tutto come previsto”, affermano i sindacati: “Il governo anche è andato sotto in un disinteresse colpevole e grave, di fronte a lavoratori che hanno protestato persino salendo sul tetto della Provincia di Enna o che non ricevono lo stipendio da mesi, come quelli di Siracusa. Una politica che pensa sempre ad altro tranne che alle esigenze legittime dei lavoratori”.

“La cancellazione del contributo all’università Kore, assieme a quelli per Brass Group, TaoArte e per l’edilizia sociale, offre l’immagine plastica di una rappresentanza politica della Sicilia, che nella sua stragrande, trasversale maggioranza, appare manifesta l’assenza assoluta di qualsiasi sensibilità per il futuro, per i giovani, per la cultura”. Lo afferma il rettore della Kore di Enna, Giovanni Puglisi, sulla votazione di ieri sera all’Ars.

“L’amarezza è pari all’indignazione – aggiunge Puglisi – avere, in particolare, negato per la seconda volta il sostegno finanziario ad una sola delle quattro università siciliane offende innanzitutto le migliaia di studentesse e studenti di tutta la Sicilia che frequentano la Kore e non solo, i quali apprendono nel modo peggiore con quale triste politica sono e forse saranno ancora costretti a confrontare le loro speranze. La misurazione dei muscoli tra opposizione e maggioranza – osserva il rettore della Kore – non può “taglieggiare” la pelle dei giovani, delle loro famiglie e degli studiosi, che comunque impegnano risorse, energie e speranze sul loro futuro. Rubare il futuro specialmente ai giovani se non e’ un reato e’ un’ignominia”.

“La febbre del mare che in agosto aveva fatto disertare i banchi del centrosinistra continua a condizionare i sostenitori di Crocetta, ma stavolta per le faide interne ai gruppi che dovrebbero reggere il governo. Il tutto a danno della gente e dei più deboli. Uno spettacolo indecoroso che fa a pugni con l’ottimismo ostentato in questi giorni dal governatore”, commentato Nello Musumeci.

L’Aula si riunisce nel pomeriggio per iniziare l’esame del prossimo disegno di legge all’ordine del giorno, quello sulla panificazione.