8 marzo, un’onda lunga di donne “invaderà” le strade di Palermo contro la violenza

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Le donne palermitane che lottano per il rispetto dei diritti fondamentali si danno appuntamento oggi, giovedì 8 marzo alle 17.30 per una manifestazione che partirà da piazza Verdi.

L’iniziativa è organizzata dall’Assemblea contro la violenza maschile sulle donne. “Le strade della nostra città ci sembrano il luogo giusto in cui tessere reti contro lo sfruttamento e la discriminazione, riappropriandoci e difendendo spazi di autonomia e libertà. Una marea di donne inonderà le strade di Palermo – dicono gli organizzatori dell’Assemblea contro la violenza maschile sulle donne che accorpa diverse associazioni della città impegnate per l’inclusione sociale delle donne italiane e immigrate come Le onde onlus, Handala, Zen Insieme, Coordinamento cittadino 21 luglio, Udi -, donne che hanno deciso di auto-determinarsi, donne che hanno deciso di alzare la testa contro la violenza di genere, qualsiasi sia la forma in cui essa viene perpetrata. La violenza contro le donne, nelle sue differenti declinazioni storiche, e’ un elemento costitutivo e strutturante dei rapporti sociali e del contesto socio-culturale in cui viviamo. Oggi la violenza di genere, non solo sulle donne ma su tutte le categorie considerate subalterne, come tutte le molteplici minoranze e la comunità Lgtb si manifesta molto spesso come violenza economica e nel ricatto sul lavoro di cui le molestie sono l’espressione più odiosa”.

“Noi parteciperemo con le donne che seguiamo dello Zen 2. Ricordiamoci che pero’ l’8 marzo deve essere tutti i giorni – afferma Lara Salomone responsabile dello ‘Spazio Donne’ dello Zen 2 dell’associazione Handala -. Lavoriamo affinché le donne che hanno una situazione di fragilità socio-culturale acquistino gradualmente quella consapevolezza che le renda protagoniste attive della loro vita senza soccombere o subire una impostazione culturale che le vuole sottomesse e limitate nella loro libertà di esprimersi e di essere. In realta’ non abbiamo da festeggiare nulla perché è un momento in cui le donne devono dire di esserci nella rivendicazione della loro dignità nel rispetto dei diritti fondamentali. E’ un momento in cui ogni giorno alla donna deve essere data la possibilità di essere se stessa abbattendo e lottando contro tutti gli stereotipi di genere che relegano la festa soltanto in ambiti puramente superficiali e consumistici”.

“C’è da questo punto di vista ancora tanto da fare – continua – considerando che il numero delle vittime dei femminicidi è notevole e ancora non ci si attiva in maniera adeguata con una prevenzione a tutti i livelli. Occorre lavorare sempre di più anche sulla strade per potenziare la tutela delle donne che hanno il coraggio di denunciare violenze e maltrattamenti. La manifestazione è sicuramente un evento in cui fare il punto della situazione su quello che ancora si deve fare per salvaguardare il diritto alla vita e alla libertà della donna di essere e di scegliere come costruire il suo futuro”.

“A questo proposito lavoriamo molto anche nelle scuole per l’abbattimento degli stereotipi di genere. L’obiettivo è quello di allontanare una visione distorta di genere che spesso e’ molto evidente nelle ragazze e nei ragazzi. Oggi, con la collaborazione anche degli insegnanti, l’impegno è complesso e delicato perchè occorre accompagnarli con un linguaggio semplice verso una presa di consapevolezza graduale che li porta a riflettere in maniera diversa sull’essere persona indipendentemente dal genere, come portatrice di diritti”.