Guerra nell’Udc, Cesa: “Frinchi chi? Pronti a ritirare appoggio a Crocetta”

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pierferdinando casini con lorenzo cesa

Nell’Udc siciliano, e non solo, è guerra: con Lorenzo Cesa, segretario nazionale, che non riconosce il giovane Adriano Frinchi, vicino a Gianpiero D’Alia, nel ruolo di segretario regionale, è pronto a ritirare l’appoggio al governo Crocetta. La spaccatura va diventando sempre più profonda nel partito di quel che resta della Democrazia Cristiana di un tempo. Da tempo lo stesso Cesa si è allontanato da Pierferdinado Casini, che ha fatto un endorsement verso Matteo Renzi.

In Sicilia la guerra è totale. “Frinchi chi?”, ha replicato Cesa rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto se Adriano Frinchi è il segretario regionale dell’Udc. “E stato fatto un congresso aumma aumma ed eletto un segretario che non è riconosciuto. Noi siamo qui per  unire e allargare. Qui c’è un commissario straordinario, una persona autorevole del partito per riorganizzare l’Udc nell’isola. Frinchi non è segretario regionale in Sicilia. C’è un commissario regionale, Antonio De Poli che oggi si insedia”, ha sottolineato Lorenzo Cesa. Pronta la replica di Frinchi via Twitter: “Al mio amico Cesa dico solo #Lorenzostaisereno. Con gli amici dell’Udc siciliana ci vediamo il 9 ottobre a Catania con Pier Ferdinando Casini”.

“In Sicilia bisogna aprire una riflessione seria sulla nostra presenza nel Governo Crocetta – ha detto Lorenzo Cesa incontrando a Palermo i giornalisti -,  un governo che non sta facendo bene, dobbiamo dare una svolta. Non possiamo più stare a guardare. Non possono andare ad abbaiare e poi andare via senza un risultato. C’è la necessità di fare chiarezza. Stiamo valutando di togliere l’assessore in quota Udc dalla Giunta regionale. Chi resta lo fa a titolo personale. Se Gianpiero D’Alia vorrà restare lo farà a titolo personale”. Le distanze stanno diventando siderali tra Cesa e D’Alia, il primo che vorrebbe ricollocarsi nel centrodestra e il secondo che al momento è fermo nel centrosinistra. Forse con più di un dubbio.

E dire che il segretario regionale Adriano Frinchi è stato votato nel corso di un congresso, che Cesa non ha mai riconosciuto, tanto da nominare un commissario regionale, Antonio De Poli. “L’Udc oggi riparte da Palermo con l’inserimento del Commissario regionale e dei commissari provinciali”, ha spiegato Cesa. “E’ il momento di fare chiarezza all’interno del partito. Il nostro obiettivo è di aggregare un centro democratico-cristiano in tutta la Sicilia, andare oltre l’Udc, aprendo a un dialogo con tutti coloro che si riferiscono a quest’area democratico-cristiana, per ora frastagliata in Sicilia e abbiamo l’ambizione di riaggregarla, un’area che potrà giocare un ruolo determinante alle prossime elezioni regionali, un soggetto politico nuovo che avrà un ruolo alternativo al malgoverno di Crocetta”, ha detto Cesa a Palermo.

“Sul referendum, entrando nel merito e senza far polemica con Renzi, siamo per il no alla riforma costituzionale. Stiamo organizzando in tutta Italia comitati per il “no”. E’ una riforma molto pasticciata, una riforma da riformare”, ha affermato il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa.

“Abbiamo assunto una posizione critica verso il governo Renzi, pur essendo oggi in maggioranza, se non saremo d’accordo non voteremo più provvedimenti a scatola chiusa e che non ci convincano. Sulla legge finanziaria presenteremo le nostre proposte. Non vogliamo votare piccole cose buttando fumo negli occhi alla gente. Non è possibile che abbiamo raggiunto in questi mesi 84 miliardi di aumento del debito pubblico. Abbiamo avuto 19 miliardi di flessibilità dall’Europa, ora bisogna capire dove vanno a finire queste risorse che ci dovrebbero servire a rilanciare il nostro paese”, ha detto Cesa, che ha aggiunto: “La stessa riforma è da riformare”.