Blutec: seconda fase entro aprile 2017 e per venerdì sbloccati i fondi

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vertenza blutec di termini imerese

Blutec di Termini Imerese: motori accesi per la “fase due”, il passaggio più atteso del dopo Fiat. A conclusione dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico c’è una data: la seconda fase del progetto – che ha al centro l’auto verde – partirà entro aprile 2017.

L’azienda ha presentato il layout industriale definitivo dei 450 mila metri quadri dell’impianto per le nuove produzioni, i tempi degli ingressi degli operai entro il 2018, dichiarando già di avere un cliente per la produzione di involucri di batterie elettriche. Dopo tante delusioni, lavoratori e sindacati annunciano che staranno attenti: “E’ il passo che attendevamo cioé la fase B del progetto per Termini, ma è chiaro che bisogna a questo punto seguire il rispetto delle scadenze, del rinnovo della cassa integrazione per accompagnare in questo percorso gli operai e sollecitare le risposte da dare ancora anche all’indotto”, dice Giovanni Scavuzzo della Rsu Fim Cisl.

Sul complesso versante dei conti, è stato assicurato che entro venerdì è previsto lo sblocco dei fondi della Banca del Mezzogiorno e se ci saranno intoppi il ministero si è impegnato a convocare le parti. Questo dovrebbe consentire a Invitalia di deliberare i 20 milioni di finanziamento agevolato necessari all’azienda per l’acquisto di attrezzature e forniture varie.

Sarebbe poi in fase di definizione un accordo di Blutec con un’altra azienda del settore, per la trasformazione del motore termico in ibrido aggiungendo un motore elettrico, che porterà nei piani di Blutec, alla realizzazione di dieci vetture al giorno per 4 anni. Gli operai dovrebbero fare ingresso tutti entro il 2018 e iniziare da aprile 2017 quando partirà il settore chimica con trenta rientri.

La Cig, assicura il Mise, dovrebbe essere rinnovata per tre mesi e per il prossimo anno l’azienda avrà la copertura garantita dalla legge 148, che prevede il secondo anno in automatico per le aziende in fase di sviluppo che hanno usufruito di un anno di ammortizzatori. Nella fabbrica entro dicembre 2017 dovrebbe essere sviluppato un modello “full elettric”.

I sindacati hanno chiesto garanzie anche per l’indotto sia sul fronte ammortizzatori sia sul futuro occupazionale. Avverte Daniela De Luca segretario Cisl Palermo Trapani: “Al di là dell’impegno confermato da Blutec, è fondamentale che le istituzioni regionali e nazionali facciano il passo in più necessario per ricercare altri possibili investitori per l’area di Termini. L’azienda assicura che se dovessero giungere quantitativi notevoli di ordini, potrebbero attingere dal bacino dell’indotto ma i tempi, certamente oltre i due anni, sono lunghi per chi attende da tempo di tornare a lavorare”.

Sino ad oggi sono rientrati in fabbrica 90 operai. Entro il prossimo aprile è previsto l’ingresso di altri trenta per arrivare a 400 non oltre la fine del prossimo anno. Gli ultimi 300 lavoratori saranno riassorbiti nel 2018. “Per l’avvio del progetto Blutec per Tremini Imerese – dicono Gianluca Ficco, coordinatore nazionale della Uilm, e Vincenzo Comella, segretario della Uilm di Palermo – continua a mancare l’ultima condizione: lo sblocco dei fondi della Banca del Mezzogiorno. Questo dovrebbe consentire a Invitalia di deliberare i 20 milioni necessari all’azienda per acquistare attrezzature e forniture. La sigla dell’accordo, attesa da mesi, dovrebbe avvenire già domani e confidiamo che questa sia la volta buona”. Concludono i sindacalisti: “Abbiamo chiesto, e ricevuto rassicurazioni da parte del Governo nazionale, che Termini Imerese possa usufruire della cassa integrazione per altri due anni. Per quanto riguarda, infine, i lavoratori dell’indotto, continueremo a chiedere impegni e tutela”.

Negativo il giudizio della Cgil. “L’incontro di monitoraggio e verifica delle intese tra governo, sindacati e Blutec per la reindustrializzazione e rioccupazione del bacino di lavoratori ex Fiat e indotto dell’area industriale di Termini Imerese, ha confermato le preoccupazioni dell’ultimo incontro del 29 luglio scorso”. Così Michele De Palma, responsabile settore auto Fiom-Cgil, e Giuseppe Romano, segretario della Fiom di Taranto, che hanno aggiunto: “Le risorse del contratto di sviluppo, messe a disposizione del processo di reindustrializzazione e rioccupazione dal Governo attraverso Invitalia, rimangono a disposizione ma inaccessibili per il lancio dell’acquisto dei macchinari perche’ non ancora perfezionati tutti i passaggi formali con le banche. Questo ha determinato uno slittamento del piano siglato a dicembre del 2014. La Fiom, insieme alle altre organizzazioni sindacali, ha chiesto e ottenuto che nei prossimi giorni siano ottemperate da parte dell’azienda, con la verifica da parte del Governo, le azioni utili all’accesso alle risorse per l’attuazione del piano. Il Governo ha dichiarato che laddove l’azienda non vi ottemperasse si farebbe esso stesso carico di indire un nuovo momento di verifica con le parti interessate. La Fiom, nel corso dell’incontro, pur riconoscendo il lavoro di definizione del layout di stabilimento, ritiene insufficienti le dichiarazioni di impegno della direzione aziendale, visto che ad oggi sono solo 90 i lavoratori nelle aree indirette di produzione richiamati al lavoro e visti i ritardi nella messa in posa delle attrezzature di produzione e nella predisposizione dell’assetto finanziario utile a far partire gli investimenti”.