Omicidio del piccolo Loris Stival: il padre e il nonno chiedono risarcimento

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veronica panarello

Omicidio del piccolo Loris Stival. “Non soltanto hai ucciso Loris, ma hai anche il coraggio di chiedermi un risarcimento del danno”: sono queste le parole pronunciate in aula da Veronica Panarello, all’indirizzo del suocero Andrea Stival, nel corso del processo per l’omicidio di Loris, 8 anni, ucciso a Santa Croce Camerina, nel Ragusano, il 29 novembre 2014. 

Per l’omicidio e l’occultamento del corpicino del figlio, la donna, per la quale nell’ultima udienza la Procura ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione, si trova in carcere già dal dicembre di due anni fa, quando, ad una decina di giorni dall’infanticidio, il racconto di Veronica su come si erano svolti i fatti quella fatidica mattina, cominciò a vacillare.

Intanto, anche Davide Stival, l’ormai ex marito della donna e padre del piccolo, ha chiesto tramite il suo legale Daniele Scrofani, un risarcimento di due milioni di euro, stessa somma sollecitata anche per la nonna Pinuccia Aprile.

“Aspetto e voglio soltanto giustizia”, ha detto Davide Stival, il padre di Loris, in una pausa dell’udienza del processo. L’uomo ha lasciato il suo lavoro di camionista per la ditta di autotrasporti per stare vicino al figlio più piccolo. Per circa un anno ha avuto un contratto fiduciario, come autista, dell’ex sindaco di Vittoria, che non è stato rinnovato dopo la conclusione del mandato del primo cittadino che l’aveva assunto. Da mesi è disoccupato. “Sto cercando un lavoro – ha aggiunto Davide Stival – ma ancora non ho trovato alcunché. Speriamo…”. Ai giornalisti che gli hanno chiesto la sua valutazione sull’ipotesi di un coinvolgimento del padre nell’omicidio da parte della moglie Veronica, l’uomo non ha risposto, rientrando in aula.

L’avvocato di Davide Stival a proposito della richiesta di risarcimento ha spiegato che: “Davide ha subito una lenta e progressiva fase di dolore in questi due anni, accresciuta anche dalle continue versioni fornite dall’imputata”.

In una delle ultime ricostruzioni, Veronica infatti ha sostenuto che ad assassinare il bambino è stato il nonno, con il quale lei sostiene di aver avuto una relazione sessuale. Loris avrebbe sorpreso i due amanti e, a suo dire, avrebbe minacciato di raccontare tutto al papà; a quel punto Andrea Stival avrebbe strangolato il nipotino per metterlo a tacere.

Il suocero, anche lui indagato, ha sempre respinto ogni addebito, mentre il suo legale, Francesco Biazzo ha chiesto la trasmissione degli atti al Pm per calunnia ed ha quantificato in 400 mila euro il risarcimento in via equitativa. 

 “Oltre il danno la beffa”, ha alzato la voce in aula Veronica Panarello, dopo che l’avvocato Francesco Biazzo, legale del suocero della donna, Andrea Stival, chiede un risarcimento danno equitativo e la trasmissione degli atti alla Procura per il reato di calunnia. La donna ha ascoltato e poi è sbottata nei confronti dell’uomo accusato di avere avuto una relazione con lei e di essere l’omicida: “Non soltanto hai ucciso Loris, ma hai anche il coraggio di chiedermi un risarcimento del danno: potete fare e dire quello che volete, ma questa è la verità, e non torno indietro di un millimetro”.

“Mi aspetto giustizia per Loris, ma anche un’eventuale condanna a 30, 40 o 50 anni basteranno per un bambino che aveva il diritto di crescere e aveva tutta una vita davanti a se'”, ha affermato il nonno di Loris Andrea Stival, dopo l’udienza davanti al Gup di Ragusa.  “Non ho mai incrociato lo sguardo di Veronica – ha aggiunto Andrea Stival – ma soltanto quello di mio figlio, che ho cresciuto e a cui voglio bene”. Per lui sua nuora “da due anni dice soltanto menzogne”. Con lei, sostiene, ha avuto i contatti che può avere “un nonno con i nipoti, il figlio: rapporti schietti, semplici e tranquilli”. E’ fiducioso sul futuro con Davide: “le cose con lui si risistemeranno”, dice, perché, spiega, “lui lo sa chi è suo padre, così come io so chi è mio figlio”.

Secondo il procuratore di Ragusa Carmelo Petralia ed il sostituto Marco Rota, che nella requisitoria hanno ricostruito la personalità dell’imputata la donna è “egocentrica, bugiarda e manipolatrice a causa di un protagonismo esagerato”. Venerdì è attesa l’arringa di Francesco Villardita, difensore di Veronica, l’unica a conoscere davvero tutti gli inquietanti retroscena  sulla morte di Loris.