Movimento 5 Stelle, Miceli (Pd): “Le Iene scoprono che le firme sono false”

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Una immagine del servizio de Le Iene di domenica 9 ottobre su M5S

Movimento 5 Stelle nell’occhio del ciclone, Miceli (Pd): “Le Iene hanno scoperto che le firme sono false”. Su Italia 1, domenica sera, il nuovo servizio di Filippo Roma de Le Iene che riporta una serie di testimonianze da cui si evincono più che dubbi. Interpellati anche due periti, esperti di grafologia.

“Riccardo Nuti, Claudia Mannino, Beppe Grillo nonostante la vostra omertà, Le Iene hanno scoperto che le firme sono false #vergognaa5stelle”. Così su Twitter Carmelo Miceli, segretario provinciale del Partito democratico di Palermo, commenta la nuova inchiesta sulle “presunte” firme false del Movimento 5 Stelle per le elezioni comunali di Palermo del 2012. E in un altro Tweet Miceli scrive: “Centinaia di firme false e i bravi ragazzi del Movimento 5 Stelle, dal 2012, dicono di non sapere. Onestà? Omertà!”.

Il servizio ha mostrato che alcuni dei firmatari hanno constatato l’autenticità delle firme presenti sui moduli in possesso de Le Iene, mentre non hanno riconosciute proprie le firme sui moduli depositati dal Movimento 5 Stelle. E’ Vincenzo Pintagro, attivista fin dal 2012, che ha assicurato di aver visto con i suoi occhi le persone che falsificavano le firme: una deputata all’Ars Claudia Mannino e una collaboratrice del M5S all’Ars, Samantha Busalacchi, già protagoniste del primo servizio del 2 ottobre. L’errore riguarda uno dei candidati in lista Giuseppe Ippolito, che secondo i fogli inviati a Le Iene è nato a Palermo il 19 agosto 1987 mentre in realtà il suo luogo di nascita è Corleone. Pintagro fa i nomi di tutti i presenti nel giorno della presunta falsificazione: Riccardo Nuti, Giulia Di Vita, Claudia Mannino, Chiara Di Benedetto“.

Nel 2013 la Digos indagò ma l’indagine fu poi archiviata. Durante il servizio Filippo Roma ha ascoltato anche Giovanni Scarpello, cancelliere del Tribunale e pubblico ufficiale che le ha certificate. I sottoscrittori hanno evidenziato che il cancelliere non era presente al momento della loro firma.

Sono state confrontate le firme depositate e quelle del foglio di Filippo Roma. I moduli identici, ma soprattutto i testimoni come il barista Marco La Bara, hanno affermato che le firme del modulo consegnato sono false. Lo stesso hanno riferito Fabio D’Anna e Giovanni Rubino, anche loro firmatari che riconoscono come falsa la propria firma.

Due esperti grafologi consulenti del tribunale di Milano, Laura Guizzardi e Fausto Brugnatelli hanno fatto una verifica veloce. La Guizzardi ha spiegato che su cinquanta firme sono false certamente una trentina, mentre una quindicina sono probabilmente false e su cinque bisognerebbe approfondire l’indagine. Ha evidenziato anche una serie di errori imbarazzanti, come tre firme completamente identiche. Brugnatelli ha fatto notare che in molti casi sono state apposte firme sbagliate rispetto al nominativo, prova del fatto che il modulo è stato ricopiato.

Roma ha dunque riferito a Scarpello la questione delle firme false, ma lui si è rifugia in una caserma dei carabinieri dove è accaduto il parapiglia con i militari che hanno cacciato la troupe in quanto non è possibile fare riprese senza autorizzazione nei siti militari. Telecamera che ne ha fatto le spese, ma poi a quanto pare è stato chiarito tutto. Nella concitazione, mentre Roma e l’operatore stavano sui passi del cancelliere non si erano accorti di aver fatto ingresso in una caserma.