Palermo: sparatoria allo Zen, Polizia ferma il figlio di Benedetto Moceo

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calogero moceo

Palermo: sparatoria allo Zen, Polizia ha fermato Calogero Moceo, 20 anni, il figlio di Benedetto Moceo, 48 anni. Svolta nel caso del tentato omicidio di domenica scorsa in via Costante Girardengo alla periferia di Palermo.

Calogero Moceo è stato raggiunto da un provvedimento di fermo disposto dalla Procura di Palermo, con l’accusa di avere sparato domenica pomeriggio al padre Benedetto. Il ragazzo è ritenuto dagli investigatori responsabile del tentato omicidio del padre, Benedetto Moceo.

Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura, hanno portato gli investigatori ad approfondire subito l’ambito familiare.  Sono emersi “forti elementi a carico del figlio” , secondo la Polizia, sulla base dei quali, considerato il pericolo di fuga, la Procura della Repubblica ha ordinato il fermo. Secondo le prime indagini, padre e figlio facevano parte di bande diverse che si contendono il controllo dello spaccio di droga allo Zen. Per questo, secondo la Squadra mobile, Calogero Moceo avrebbe cercato di uccidere il padre Benedetto, nel pomeriggio di domenica scorsa.

Calogero, dopo avere sparato contro il padre, era fuggito in treno verso Napoli. Gli agenti erano già sulle sue tracce. La sparatoria di domenica sarebbe legata a quella di giovedì dove a restare ferito in un agguato era stato Khemais Lausgi, vicino a Calogero. Questa mattina il giovane è stato bloccato all’aeroporto di Palermo mentre stava rientrando.

“Questo tentato omicidio si inserisce nei movimenti interni alla gestione del traffico di droga – dice Rodolfo Ruperti, capo della mobile di Palermo -.  Più di questo al momento non possiamo dire visto che sono in corso ancora indagini per individuare il motivo preciso della lite fra padre e figlio”. (Ansa/Italpress)