Ars, maggioranza impantanata nei debiti fuori bilancio, diktat Ncd a Crocetta

0
41
Ricorso

All’Ars per la terza volta consecutiva è mancato il numero legale sul ddl per i debiti fuori bilancio. Dopo la conta, il vice presidente vicario Antonio Venturino, presidente di turno, ha chiuso la seduta aggiornandola a mercoledì alle 16. Si tratta di 130 milioni di euro di debiti, già coperti dalla Regione a partire dalla fine degli anni Novanta, ma che alla luce della riforma contabile devono essere iscritti in bilancio. Senza l’approvazione di questo ddl rimane fermo anche il rendiconto della Regione per il 2015.

Per tre volte consecutive governo e maggioranza non hanno saputo tenere in Aula all’Ars il loro parlamentari per garantire l’approvazione dei debiti fuori bilancio, ma anche i disegni di legge sul Rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2015, il ddl “nuove norme in materia di panificazione” e “istituzione del Garante regionale per la famiglia”. Dopo che all’Ars la seduta era stata aperta nel pomeriggio, è stata subito rinviata di un’ora. L’Aula, infatti, era senza numero legale. La maggioranza rimane impantanata nelle sabbie mobili.

“Togliamo il nostro sostegno alla maggioranza, fin dalla seduta in corso, se non ci saranno garanzie di risoluzione per alcuni dei temi importanti che attanagliano la Sicilia a cominciare dall’esito dell’avviso 8 dell’offerta formativa”. Lo dicono i deputati regionali Ncd all’Ars. “Non si può continuare ad andare da emergenza in emergenza – spiega il capogruppo, Nino D’Asero – E, in ogni caso, noi non possiamo esser complici di malapolitica che ricada sulle teste dei siciliani, Quindi, sin da questa seduta e fino a quando non sarà fatta chiarezza sulla politica del lavoro e della formazione, non sarà più possibile per la maggioranza contare sul nostro appoggio. Ricordiamo, per altro che durante il doppio rinvio per mancanza del numero legale del voto al rendiconto, la settimana scorsa, i sette deputati Ncd erano comunque in Aula: praticamente, il 20% dei presenti”.

“In particolare – sottolinea il vicepresidente della commissione Lavoro dell’Ars, Giovanni Lo Sciuto – rimarchiamo che l’assessore Marziano, da me, a nome del gruppo, chiamato in causa e in audizione presso la commissione, stamattina, in merito alla graduatoria dell’avviso 8 che esclude enti storici e avvia di fatto il licenziamento di 2500 lavoratori (ad aggiungersi ai 4000 già licenziati), non ha dato alcuna risposta tranquillizzante?”. Il gruppo, che deposita oggi stesso un ddl sulla Formazione professionale, ribadisce di aspettare “soluzioni da parte del governatore mentre, in caso contrario, comincera’ una nuova stagione politica che non ci vedrà più sostenere l’azione di governo in aula all’Ars”.

“Dopo il diktat del capo gruppo di Ncd, in cui si leva l’appoggio al governo regionale se non ci saranno garanzie di risoluzione per alcuni dei temi importanti che attanagliano la Sicilia, prendiamo atto che il Governo Crocetta non ha la maggioranza in Aula e che pezzi di maggioranza non vogliono votare le misure necessarie come i debiti fuori bilancio e il rendiconto 2015, obbligatori per legge per la futura approvazione dell’assestamento di bilancio, in cui sono previste una serie di risorse indispensabili per i Liberi Consorzi e per far funzionare servizi fondamentali come quelli relativi all’assistenza ai diversamenti abili, ma anche ulteriori somme alla formazione professionale”. Lo affermano i deputati del Psi all’Ars Giovanni Di Giacinto, Antonio Malafarina, Nino Oddo e Antonio Venturino.

 Il gruppo Psi all’Ars, nel criticare la mala gestione dal ’99 al 2015 dei debiti fuori bilancio, considera inaccettabili quelli degli ultimi tre anni, in cui c’è una precisa responsabilità di questo governo regionale. Il gruppo Psi, non presente nel governo Crocetta, fino ad oggi, con grande senso di responsabilità, nei confronti dei siciliani, è rimasto in Aula per garantire il numero legale affinché si potesse uscire dal pantano in cui si è cacciato il Governo Crocetta.