A19, aperta un’inchiesta. E intanto Ciucci si dimette dall’Anas

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La Procura della Repubblica di Termini Imerese ha aperto un’inchiesta sul cedimento del pilone del viadotto “Hymera” lungo la A19 Palermo-Catania e che ha causato la chiusura di un lungo tratto dell’arteria autostradale. L’ipotesi di reato è di disastro colposo, lo stesso per il quale si indaga a proposito del viadotto Scorciavacche sulla Palermo-Agrigento. I magistrati hanno già acquisito una informativa dell’Anas e nominato i propri periti.

Ma il cedimento del pilone sull’autostrada sta provocando anche un altro terremoto: le dimissioni di Pietro Ciucci che proprio alla luce delle roventi polemiche scatenate dal caso A19, e subito dopo un incontro con il neo-ministro alle infrastrutture Delrio, ha deciso di lasciare la guida dell’Anas. Sarà lo stesso Delrio, per il momento, a sostituirlo.

 

E intanto l’autostrada resta interrotta, la Sicilia in ginocchio, mentre Crocetta e Renzi si rimpallano le responsabilità. Le dichiarazioni che ieri erano rimbalzate da Palazzo Chigi sui piloni danneggiati della A19 hanno fatto imbestialire il presidente della Regione che oggi replica: “Inoltrerò formale protesta al premier Renzi per le dichiarazioni fatte da un esperto: prima di parlare è opportuno riflettere e magari studiare le vicende”.

Rosario Crocetta non ha digerito le parole di Erasmo D’Angelis, il coordinatore della struttura di missione di Palazzo Chigi, #italiasicura contro il dissesto idrogeologico, che aveva criticato Anas e Regione per non aver utilizzato i fondi per la messa in sicurezza dell’autostrada A19 dove si è verificato il disastro. Crocetta ieri aveva parlato di “scaricabarile” e oggi torna all’attacco: “Il mio governo non c’entra un fico secco col cedimento del pilone. Invece di fare chiacchiere e di togliere soldi alle Regioni, Roma ci dia i fondi”. E aggiunge: “Io non ho trovato nemmeno un centesimo quando mi sono insediato l’8 dicembre del 2012 – spiega -. I primi fondi li abbiamo ricevuti alla fine dell’anno scorso, una settantina di milioni quando ci vorrebbero almeno 2 miliardi per il dissesto idrogeologico ma questo non preoccupa qualche solone di Roma”.

“Basta con questi attacchi alla Sicilia – prosegue – sono diventati intollerabili e inaccettabili. Il pilone non cede per problemi alla struttura o uso di cemento depotenziato, ma per una massa di 4 milioni di metri cubi di terra staccatasi dalla montagna e precipitata fino all’autostrada. Naturalmente è colpa della Regione, anzi del mio governo, c’è un qualunquismo sistematico che caratterizza ormai qualsiasi cosa, dalla vicenda del bilancio regionale a quella sui problemi strutturali”.