Agrigento: presentato il rapporto di sostenibilità della Valle dei Templi

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Il Parco della Valle dei Templi è il primo luogo culturale in Sicilia e il primo sito archeologico italiano a presentare un rapporto di sostenibilità. Ciò permette di comprendere quale impatto ottiene un sito sull’ambiente circostante, in termini di ricaduta economica, ma anche sociale e culturale. Un lavoro condotto da CoopCulture che si occupa dei servizi della Valle, e realizzato da esperti del settore pure tramite centinaia di interviste ai visitatori del sito archeologico. I numeri dunque permettono una radiografia non solo del Parco, ma di tutto l’indotto del territorio agrigentino.

Il rapporto di sostenibilità del Parco della Valle dei Templi di Agrigento è stato presentato a Casa Sanfilippo, alla presenza del sindaco di Agrigento, Calogero Firetto; del direttore del Parco archeologico, Giuseppe Parello; di Letizia Casuccio, direttore di CoopCulture e di Angela Tibaldi, Struttura Pts.

I visitatori del Parco della Valle dei Templi nel 2017 sono stati 857.333 (+31,6% rispetto al 2016 che aveva già registrato un +15% rispetto al 2015). Sono stati potenziati i canali di informazione e relazione, e proposte 454 giornate di eventi al pubblico. Venduti inoltre 352 abbonamenti annuali per residenti per la partecipazione a visite, eventi, manifestazioni.

Il visitatore medio (italiano, giovane, spesso laureato) ha un indice di gradimento molto alto: 8,64 su un punteggio massimo di 10; e l’86% dichiara di voler ritornare per ulteriori visite che comprendano anche altri siti. Il Parco ha registrato nel 2017, entrate che superano i 5 milioni e mezzo di euro, di cui 4 milioni e 600 mila euro solo dalla vendita dei biglietti.

Inaugurate anche due mostre: “FuORI percorso”, sui reperti dai depositi del museo; e “L’eco del classico” dedicata allo scultore Francesco Messina, autore tra l’altro del “Cavallo morente”, oggi esposto all’ingresso della sede principale della Rai a Roma. A concludere la giornata l’intervento dell’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa.