Agrigento: sequestri beni per 9 milioni all’imprenditore Giuseppe Burgio

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Sequestrati beni per circa 9 milioni di euro a Giuseppe Burgio, 56 anni, l’imprenditore di Porto Empedocle considerato “il re” della grande distribuzione alimentare dell’Agrigentino, già agli arresti domiciliari dopo la condanna nel maggio 2018 a 8 anni di reclusione per reati fallimentari e fiscali (omesso versamento di ritenute fiscali e previdenziali, appropriazione indebita continuata, commercio di prodotti con segni falsi, violazione della normativa fiscale e tributaria).

Polizia e Guardia di Finanza nei suoi confronti hanno anche eseguito la misura di sorveglianza speciale di Ps per 3 anni, con obbligo di soggiorno. A carico dell’imprenditore il Tribunale di Agrigento ha espresso un giudizio di pericolosità sociale “qualificata”, in quanto indiziato di intestazione fittizia di beni per riciclaggio.

Giuseppe Burgio è stato riconosciuto responsabile della distrazione di somme per 11,5 milioni di euro, posta in essere con una serie di operazioni contabili, giroconti, trasferimenti di cespiti valutari e reali da una società all’altra del suo gruppo imprenditoriale.

Il Tribunale ha ordinato, pertanto, il sequestro del patrimonio immobiliare e mobiliare riconducibile a Giuseppe Burgio per circa 9 milioni di euro. In particolare, sono stati sequestrati 5 immobili del valore complessivo di 5,2 milioni di euro (valutati 8,7 milioni con le attuali rivalutazioni previste dall’Osservatorio del mercato Immobiliare dell’Agenzia del Territorio) tra Agrigento, Porto Empedocle, Palermo e Gela (appartamenti, il complesso immobiliare destinato a centro commerciale “Le Rondini”, un fabbricato con destinazione a centro commerciale); 15 autoveicoli per 198.000 euro; gioielli e preziosi per 21.288 euro; 11 rapporti bancari/assicurativi/di investimento per 65.000 euro, sequestrati in diversi istituti di credito.