Ai Cantieri culturali venerdì il documentario che racconta la storia di Max Di Franco, campione di volley

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Sport come passione, sport come vita. Una storia di vita e di sport quella di Massimiliano Di Franco, oggi 37 anni, diventato un campione della pallavolo italiana. Siciliano “emigrato” per amore dello sport. Ai Cantieri Culturali venerdì 17 aprile, alle 19, nella sala De Seta, verrà proiettato il documentario “La lettera: il bambino che sogna”, girato con la regia della giornalista Giulia Noera, anche lei sportiva e campionessa di nuoto. 
 
Una storia vera così bella da ispirare un lungometraggio che racconta la vita di un ragazzo di 15 anni che da Sommatino, piccolo paese della provincia di Caltanissetta, senza nemmeno una palestra, “vola” fino a Treviso per giocare in una delle squadre di pallavolo più blasonate d’Italia e vincere lo Scudetto.
 
Un sogno che per il ragazzino nisseno si concretizza in un modo alquanto inconsueto: scrivendo di suo pugno una “lettera” al più famoso club della penisola e chiedendo letteralmente di essere messo alla prova, non soltanto nella pallavolo, ma nella vita. Così il ragazzino alto due metri, lascia la famiglia e si trasferisce al Nord nella foresteria della Sisley Treviso, dove giocherà (e vincerà) per tanti anni al fianco di quelli che erano stati i suoi idoli televisivi negli anni ’90, campioni del mondo come come Zorzi, Giani, Cantagalli e Lucchetta. 
 
Coprodotto da Visionaria, dallo stesso Di Franco e da Mariapia Gugliotta, con la splendida fotografia di Vincenzo Pennino, il documentario, che ha ottenuto il patrocino del Comune, del Coni ed il riconoscimento dell’Ufficio Scolastico Regionale quale audiovisivo di enorme interesse per i giovani, viene promosso dal Comitato Provinciale della Fipav e dal suo Presidente Roberto Mormino, come “una storia importantissima, di determinazione, passione e coraggio, che può essere fonte di ispirazione per tutti quei ragazzi che sono alla ricerca della loro strada nella vita, passando attraverso periodi di lunghi sacrifici che però, vengono sempre ripagati con il raggiungimento dei propri obiettivi”. 
 
Il documentario racconta e ricostruisce la vita di Max, attraverso le parole di chi lo ha accompagnato in questo “viaggio” verso il suo sogno: i genitori, i fratelli, l’amico del cuore, il suo primo allenatore. 
 
Le immagini ci riporteranno indietro raccontando i sacrifici, le speranze e le paure di un ragazzino di 15 anni, costretto a lasciare la famiglia e gli affetti per raggiungere il suo sogno e che comunque ce l’ha fatta, senza mollare mai. Una storia di coraggio e passione che darà a tutti la voglia di credere nelle proprie possibilità, avendo la consapevolezza che c’e’ sempre una strada lunga da percorrere per arrivare alla felicità di ognuno di noi.