Albanese: “Bilanci certificati e in ordine, nulla da temere dal tribunale federale”

0
78
arkus network

Il neo presidente Alessandro Albanese è sicuro, il Palermo uscirà bene dalla vicenda che lo vede a rischio retrocessione e si giocherà alla grande le chance per la A.

Mandata giù la delusione per il pari con il Cittadella e la vittoria del Lecce con lo Spezia Albanese commenta il momento: “Sanzioni del Tribunale federale? Ne verremo fuori con il lavoro dei legali, siamo assolutamente sereni. I verdetti deve darli il campo e sono convinto che così sarà. Certo che speravamo in altri risultati: volevamo vincere anche per dare una risposta ai tifosi che hanno fatto uno sforzo eccezionale; daremo in beneficenza il risultato del botteghino come risposta all’entusiasmo della città. Io non commento le sentenze, non commenterò l’attesa delle sentenze. Siamo tutti sereni, società, proprietà e legali. Aspettiamo il verdetto del campo dopo i playoff”.

Che la nuova proprietà si stia muovendo cercando di mettere a posto ogni situazione, lo conferma il fatto che, come spiega Alessandro Albanese “stiamo mandando le garanzie agli organi federali e lo faremo prima delle scadenze previste”.

Poi il presidente rosanero ha toccato l’argomento “politico” del rapporto tra società e amministrazione comunale. “Ho tante motivazioni per incontrare il sindaco, ma non per parlare solo del Palermo. E’ rispettabile il suo desiderio di incontrarci dopo le rassicurazioni degli organi federali. Ha detto che deve essere il campo a decidere i risultati sportivi e condividiamo pienamente” – ha detto Albanese.

Rapporti con la squadra? “Ci siamo limitati a rassicurarli. Al campo pensa l’allenatore”. Ma l’argomento clou è il deferimento e la richiesta della procura. E su questo uno dei legali del Palermo, Antonino Gattuso, cosi come Albanese si dice sereno. “Sono e rimango sereno sul giudizio del tribunale federale che non può che rigettare le richieste della Procura che ritengo assurde quanto ingiuste per la squadra, i tifosi e la città intera. La operazione Mepal Marchio è sempre stata trasparente e non nascosta puntualmente indicata nelle comunicazioni sociali e nei bilanci”.

“L’organo di controllo Covisoc, ha fatto giuste e rigorose verifiche, nulla ha mai eccepito sulla regolarità della vendita della Mepal, chiedendo solo le date previste per i pagamenti fattura nel triennio previsto. Nonostante il clamore della indagine della Procura di Palermo e l’istanza di fallimento ha accentuato la rigorosità dei controlli – ha proseguito Gattuso -. Le perizie d’ufficio hanno sempre confermato che il Palermo aveva tutti i parametri di solidità finanziaria per poter partecipare a tutti i campionati ai quali ha partecipato, peraltro con squadre sempre competitive che da due anni hanno consentito di lottare per la promozione. Ha sempre pagato puntualmente tutti i debiti federali, rimanendo ad oggi una delle società professionistiche più virtuose. Le società di certificazione nulla hanno eccepito sulla regolarità della vendita Mepal. Il Palermo calcio ha già incassato quasi 25 milioni, quindi per una cifra superiore alla presunta falsa plusvalenza. La nuova proprietà ha garantito il pagamento entro la naturale scadenza della restante quota e il marchio è tornato in proprietà degli attuali azionisti, tanto che al 30 giugno la società avrà saldato tutti i suoi debiti e potrà contare su un invidiabile patrimonio e capitale sociale”.

“Il tribunale fallimentare ha convalidato con perizie approfondite la regolarità delle operazioni contestate dalle procure. La Procura federale con una tempistica molto dubbia nei tempi e nei modi, oggetto di precise eccezioni e contestazioni della difesa, ha recuperato acriticamente le originarie accuse della Procura ordinaria, senza neanche depurarle da tutte quelle contestazioni che già nei giudizi fallimentari e cautelari sono state ritenute infondate ed insussistenti. Il Palermo Calcio – ha concluso Gattuso – ha sempre giocato con lealtà e ottenuto sul campo i prestigiosi successi che non possono e non devono essere oggetto di bottino ed ingiustizie, a tutela di un patrimonio che è della città e dei suoi tifosi”.