Anche la Diocesi di Palermo parte per la crociata contro Salvini

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Anche la Diocesi di Palermo va alla crociata contro Salvini. Dopo le pesanti dichiarazioni del vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero, arriva anche la presa di posizione di Giuseppe Savagnone (nella foto), direttore dell’Ufficio pastorale della cultura della Diocesi che chiede di “scegliere tra Lega e Chiesa”.

In un editoriale a sua firma sulla rivista on line tuttavia.eu, Savagnone scrive: “Come in tutta la storia della Lega, fin dalle sue origini siamo davanti a una pretesa religiosa che punta su simboli e forme devozionali tradizionali per accreditarsi come cristiana, ma allo stesso tempo si contrappone a viso aperto alla Chiesa istituzionale nella visione della vita sociale e nell’interpretazione stessa del Vangelo”.

Anche in questo caso, per il rappresentante della diocesi, da lungo tempo alla guida dell’ufficio pastorale, “i precedenti riferimenti sarcastici del leader della Lega ai ‘vescovoni’, secondo lui ormai screditati agli occhi del popolo cristiano, ci avevano preparato a questo esito, sottolineato dai fischi della piazza all’indirizzo del pontefice. E così ha interpretato il discorso di Salvini il quotidiano dei vescovi, Avvenire, in un corsivo che ha definito Salvini ‘alfiere di un cattolicesimo tutto suo, distante dal magistero del Papa e della Chiesa'”.

Anche su questo fronte, “più religioso che politico”, per Savagnone “ci troviamo dunque alla resa dei conti in una partita in cui per troppo tempo i miraggi avevano sostituito la realtà. I cattolici che credevano di vedere nella Lega un baluardo al servizio dei valori cristiani ora sono chiamati a decidere se a rappresentarli è papa Francesco o Salvini”. E’ la “rozza commistione di sacro e profano, che non rispetta né l’uno né l’altro”, per il docente, l’elemento “forse più inquietante di questa vicenda. Per quanto ne so – e lo dico da siciliano – il solo soggetto che a mia conoscenza ha fatto uso in modo così disinvolto del linguaggio e dei simboli della fede per affermare il proprio potere è la mafia. Mi dispiace per Salvini, ma è un fatto”.

Di fronte a questo, “molti sinceri credenti – e, non lo nego, tra questi anch’io – hanno provato un moto di disgusto. Questa orgia di religiosità – tanto più evidentemente strumentale quanto più grossolanamente esibita – è spregevole”.