Anche la Procura di Palermo varerà una circolare sulla gestione delle iscrizioni delle notizie di reato

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la mafia in sicilia

Anche la Procura di Palermo varerà “entro la prossima settimana” una circolare sulla gestione delle iscrizioni delle notizie di reato, come già fatto dal Procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone. A confermarlo all’Adnkronos è lo stesso Procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi. “La circolare del collega Pignatone è totalmente condivisibile – spiega – Tanto è vero che noi già, in parte, la applichiamo. E stavamo lavorando da tempo a una circolare che sarà pronta a breve. Ci stavamo già lavorando proprio perché, per effetto della nuova legge e per altre già in vigore, ma che saranno di applicazione più distanziata nel tempo, è necessario ribadire alcuni principi che sono pacifici, perché sono stati dettati dalla giurisprudenza e dalla Corte costituzionale”.

“Ma metterle per iscritto è utile anche a dare una linea uniforme a tutto l’ufficio. Quindi, sostanzialmente i concetti sono gli stessi, anche se noi abbiamo una organizzazione diversa rispetto a quella di Roma, per cui ci sarà da adottare alcuni concetti alle procedure che noi seguiamo, ma per il resto i principi sono gli stessi”. Il Procuratore della Repubblica di Roma ha inviato, nei giorni scorsi, ai magistrati del suo ufficio, ogni anno alle prese con oltre 350mila notizie di reato, una circolare sulla gestione delle iscrizioni delle notizie di reato.

”Procedere ad iscrizioni non necessarie è tanto inappropriato quanto omettere le iscrizioni dovute. Questa considerazione porta anzitutto ad escludere che l’iscrizione di un nominativo rappresenti ‘atto dovuto’ – si legge nella circolare firmata da Giuseppe Pignatone – con riferimento al soggetto cui il privato o la polizia giudiziaria attribuiscono il reato nella denuncia o nella querela”. “Alcune delle cose scritte dal Procuratore Pignatone e che noi stiamo ribadendo sono già oggetto di applicazione, cioè l’iscrizione indiscriminata di tutti quelli che vengono denunciati, ad esempio, è una cosa che già noi non facciamo – dice ancora il Procuratore di Palermo -. Per esempio, nel caso del colpe mediche, tanto per citare un esempio, ma anche in altro tipo di denunce. Così, come è pacifico che se un privato denuncia un altro soggetto attribuendogli un determinato reato, non è lui che comanda l’iscrizione ma è il pm che verifica se ci sono elementi concreti che possano fare ritenere indiziato un soggetto e poi per quale reato. Sono tutte valutazioni che compie il pubblico ministero. Ma, ripeto, ribadirle non fa male”.