Anche Lumia e Crocetta finiscono nei verbali dell’indagine su Montante

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Anche i nomi di Lumia e Crocetta finiscono nei verbali delle indagini che hanno portato all’operazione “Double face” e all’arresto di Antonello Montante.  Richiesta di contributi elettorali “in nero” e pressioni per denunciare estorsioni mai avvenute sono contenute nelle intercettazioni effettuate degli investigatori.

In una di queste, è registrato un dialogo tra l’ex capo dell’Irsap Alfonso Cicero e l’ex assessore Marco Venturi, negli uffici della Sidercem, in cui si parla di un finanziamento per la campagna elettorale di Rosario Crocetta, a fine 2012, di 20 mila euro in nero.

La somma sarebbe stato richiesto dall’ex senatore Pd Beppe Lumia a Venturi. Cicero e l’ex assessore ne discutono durante la preparazione di un documento concordato per cristallizzare i ricordi di Venturi prima di rendere dichiarazioni ai magistrati.

La richiesta, si deduce dai particolari del dialogo registrato dagli investigatori, apparve strana a Venturi perché arrivava a fine della campagna elettorale. Lumia, andato a Caltanissetta per incontrare Venturi gli avrebbe detto che poi “sarebbe passata la segretaria di Crocetta”. In realtà Venturi non diede il contributo a Lumia, gesto che gli procurò le rimostranze di Antonello Montante.

L’altra vicenda che coinvolge l’ex senatore Beppe Lumia riguarda il rapporto con Massimo Romano, titolare della rete Mizzica-Carrefour in Sicilia. L’esponente della sinistra lo avrebbe invitato a denunciare un’estorsione in realtà mai avvenuta per accreditarsi come imprenditore antimafia.

Lo rivela lo stesso Romano in un colloquio intercettato il 18 settembre 2015 negli uffici Sidercem di Marco Venturi, a Caltanissetta con Alfonso Cicero e Venturi. Stesse pressioni avrebbe avuto da Antonello Montante.

Nel luglio 2016 interrogato a Caltanissetta dai magistrati Romano ribadisce che in un incontro a Roma con Montante Venturi, Lumia gli disse che faceva parte del “percorso legalità” e che se non avesse denunciato avrebbe creato un “neo” al percorso intrapreso.

Romano ribadì a Lumia che non aveva “mai pagato nessuno” e che non aveva acquisito “elementi in tal senso” neanche dopo un’indagine interna alla sua azienda. “Ricordo – dice Romano – anche che dopo la cena ebbi una terribile discussione con Montante il quale, quasi violentandomi psicologicamente insistette sul fatto che dovevo denunciare e che non facendolo li avrei rovinati tutti. In quel periodo vi era in animo di costruire una nuova associazione antiracket a Caltanissetta e ho avuto la sensazione che il discorso di Montante fosse funzionale a farmi divenire presidente di quella associazione”.

Anche nel corso di un’altra riunione nell’azienda di Venturi Lumia “insistette affinché mi recassi in procura a denunciare ma mi mostrai fermo nelle mie convinzioni e annunciai che mi sarei dimesso da Confidi e Confindustria. Presentai le dimissioni che non venero accettate”.