Anello ferroviario, Diego Cammarata smentisce la tesi di Orlando

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Diego Cammarata replica a Leoluca Orlando. Il sindaco Orlando ieri aveva sostenuto di non essere responsabile dei disagi subiti dai cittadini per i lavori di costruzione dell’Anello ferroviario. “Il contratto per la realizzazione dell’Anello ferroviario che abbiamo trovato già sottoscritto nel 2012 con l’avallo dell’Amministrazione Cammarata sembra essere stato scritto per ottenere il minimo risultato, causando il massimo disagio ai cittadini. Un contratto adatto a lavori da realizzare in aperta campagna e non in un centro urbano”, aveva scritto in una lettera aperta che ha fatto distribuire ai commercianti e residenti di via Sicilia nelle altre zone interessate dai cantieri. Oggi ospitiamo la risposta dell’ex  sindaco Diego Cammarata che smentisce seccamente la tesi di Orlando.

“Gli anni passano e Orlando invecchia. Certo, se ci pensiamo un momento è anche naturale; fu Sindaco a Palermo per la prima volta nel 1988. Qualche vuoto di memoria è anche abbastanza normale. Niente paura, fortunatamente, possiamo dare uno sguardo anche distratto e rapido  “alle carte” e aiutarlo a ricordare”.

Cominciava così un articolo che fui costretto a scrivere quando cinque anni fa Orlando ebbe l’ardire di attribuire a me la nascita della Gesip. Ancora una volta Orlando mi sembra abbastanza confuso e mi costringe a farlo riflettere sugli atti e soprattutto sulle date di questi atti.  Io però con lui sarò indulgente e lo aiuterò a non dire cose inesatte.

La mia amministrazione con la gestione dei lavori dell’anello ferroviario ovviamente non c’entra nulla. Le delibere commissariali alle quali Orlando si riferisce (la n.20 del 27 gennaio  2004 e la n.15 del 27 giugno 2005) sono quelle con le quali è stato approvato il progetto definitivo ed il quadro economico.

Orlando è uomo colto e fine giurista, non credo che possa scambiare l’approvazione del progetto con l’approvazione del contratto. A quell’epoca non erano state neppure espletate le procedure della gara d’appalto.

La stazione appaltante ed Ente attuatore (RFI) fu individuata successivamente ed il contratto con la Tecnis lo firmò naturalmente la stessa RFI e non evidentemente l’amministrazione comunale. Altrimenti Orlando che ragione avrebbe oggi di chiedere la rescissione del contratto? Se il contraente fosse l’amministrazione comunale la rescissione la potrebbe fare direttamente. Ma c’è di più. Quello che è davvero sorprendente (non per me naturalmente) è che i lavori sono iniziati nel luglio del 2014. Chi ha gestito con atti deliberativi i rapporti per l’esecuzione dei lavori? Ve lo dico tra un istante.

Andiamo per ordine: Con nota del 18.6.2013 RFI ha trasmesso all’amministrazione comunale (quella attuale) copia dell’atto modificativo e integrativo del “contratto” (proprio così) e la Giunta Comunale (sempre quella attuale) ha approvato ( delib .226 del 2.12.2013) prima il progetto esecutivo, ai soli fini dell’acquisizione dell’integrazione del finanziamento regionale, e successivamente con delibera n. 10 del 7.2.2014 lo schema del primo atto modificativo- integrativo. Vi state chiedendo ancora chi ha approvato questi atti? Sono stati approvati dalla Giunta Orlando (con lui presente in Giunta) e sono reperibili sul sito del Comune.

Alla delibera n.10 del 7.2.2014 sono allegati sia il Decreto di integrazione del finanziamento Regionale e sia il 1° atto modificativo e integrativo del “contratto” nel quale è possibile trovare oltre all’oggetto dell’appalto, il corrispettivo dei lavori, la rideterminazione dei tempi di progettazione e naturalmente il crono-programma del lavori con i termini per l’esecuzione.

Io non so se “questo contratto sembra essere stato scritto per ottenere il minimo risultato, causando il massimo disagio” ma se così fosse la vicenda sarebbe davvero singolare.

Diego Cammarata