Annamaria Palma ai pm: “Sul depistaggio di via D’Amelio anch’io voglio la verità”

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Annamaria Palma non ci sta: “Faccio parte dello Stato e voglio contribuire alla ricerca della verità, intendo rispondere alle domande. Anche se il mio giudice naturale in questo momento è a Messina” – ha detto l’ex pm della Procura di Caltanissetta che indagò sulla strage di via D’Amelio.

Palma – attualmente avvocato generale di Corte d’appello a Palermo e difesa dall’avvocato Roberto Tricoli – è stata citata, assieme al collega dell’epoca Carmelo Petralia, nel processo in cui sono imputati – in ordine al depistaggio delle indagini sulla strage del 19 luglio 1992 – di calunnia aggravata i poliziotti Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, componenti della squadra “Falcone-Borsellino” guidata da Arnaldo La Barbera che, tra le altre cose, arrestò Vincenzo Scarantino, il “picciotto” della Guadagna che si rivelò un “pupo vestito”, un falso pentito.

Annamaria Palma e Carmelo Petralia, (quest’ultimo è aggiunto a Catania), sono indagati per calunnia aggravata dalla procura di Messina.