Antonello Montante non ci sta e si sfoga con i giornalisti in attesa fuori dall’aula del tribunale di Caltanissetta dove si sta celebrando il processo di appello all’ex leader di Confindustria Sicilia.
Udienza “vietata” alla stampa, ma Montante trova il modo di lanciare un messaggio: “Il carcere mi ha massacrato psicologicamente. Tutto mi sarei aspettato ma non un provvedimento restrittivo di questo tipo. Rinnoverò la fiducia alle istituzioni. Senza le istituzioni compresi i magistrati io non avrei potuto fare nulla di ciò che ha fatto. C’è stato un rispetto istituzionale dei ruoli e non soffro di vittimismo” – ha esordito. Poi la difesa del suo operato, o più probabilmente un messaggio all’esterno: “C’è una frase importante di Papa Francesco che ho fatto mia. ‘Nella vita è bello non fare male’ – ha aggiunto -. Con questa frase sono riuscito a resistere e a perdonare i traditori. Io non parlerò male, parlerò della verità. Cioè quello che abbiamo fatto: sacrificare la vita per le istituzioni. Io non ho fatto dossieraggio. Io scrivevo tutto perché la mia paura era quella di non ricordare. – ha concluso – Voi giornalisti quando volete raccontare la verità lo fate bene. Quando non volete non lo fate”.



