Antonio Candela, il manager diventato “paladino della legalità” durante il governo Crocetta

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antonio candela

Gianfranco Miccichè smentisce di avere mai esercitato pressioni per la nomina di Damiani, anzi, afferma di avere messo in guardia il governatore Musumeci su Antonio Candela. “Faceva parte del giro di Montante-Lumia e Crocetta: lo sapevano tutti. Non mi diede ascolto” – giura il presidente forzista dell’Ars.

D’altronde il curriculum del manager arrestato stamani nel corso dell’operazione “Sorella sanità” in seguito all’indagine sulle tangenti nelle gare d’appalto espletate nel periodo di Crocetta governatore era di prim’ordine .

Antonio Candela balza agli onori della cronaca nel 2014, quando dopo avere denunciato dei tentativi di mazzette nell’appalto per l’acquisto di pannoloni dell’Asp, viene sottoposto alla vigilanza di una scorta perché la sua incolumità “era in pericolo”.

L’allora Procuratore aggiunto disse di lui: “E’ uno passato dalle parole ai fatti, speriamo che altri seguano il suo esempio”. Due anni dopo, gli venne assegnata anche la medaglia d’argento al Merito della Sanità pubblica. Durante la cerimonia, organizzata dall’allora ministra della Salute in quota Partito democratico, Beatrice Lorenzin, partecipò anche il Capo dello Stato Sergio Mattarella.

Oggi il quadro che emerge è totalmente opposto, il gip del Tribunale, Claudia Rosini, è molto duro nella misura cautelare. “Si atteggia a paladino della legalità”, scrive e parla di una “pessima personalità, anche sotto il profilo criminale”. Nel 2016 gli venne assegnata la medaglia d’argento al Merito della Sanità pubblica, consegnata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso di una cerimonia al ministero della Sanità alla presenza del ministro della salute, Beatrice Lorenzin. Un premio attribuito dal ministro della Salute previo accertamento di un comitato incardinato presso lo stesso ministero.

“Il direttore generale dell’Azienda sanitaria di Palermo è stato autore di circostanziate denunzie presentate alla Procura della Repubblica, con conseguente aggravamento dei rischi per la sua incolumità personale – si leggeva nelle motivazioni del premio -. La sua azione ha consentito l’avvio di diversi procedimenti penali a carico di dipendenti dell’Azienda e di soggetti ben inseriti nel tessuto criminale e dotati di risorse finanziarie pressoché illimitate ad essi variamente collegati, responsabili di numerosi episodi di corruzione e di altre azioni illecite a danno del Sistema Sanitario Nazionale. Da evidenziare inoltre l’istituzione a Lampedusa del servizio permanente di ginecologia e pediatria dallo stesso fortemente voluto, che ha permesso agli abitanti dell’isola il facile accesso a prestazioni sanitarie precedentemente fornite solo alcuni giorni a settimana”.

Insomma, un altro paladino della moralità, proprio come Antonello Montante, cresciuto a dismisura all’ombra del governo Crocetta. Celebrato e ostentato da quell’area grigia collocata all’interno della sinistra, che più volte è balzata agli onori delle cronache per la sua trasversalità e spregiudicatezza politica fin dalla genesi del governo Lombardo.