Antonio Cottone lancia l’allarme: “Il settore della ristorazione è al collasso”

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Antonio Cottone, presidente Fipe Confcommercio Palermo e titolare de La Braciera, tra le pizzerie più note in Sicilia, ha postato un video nel suo profilo Facebook per chiedere supporto ad un settore distrutto dal coronavirus. “Siamo ormai al collasso, molte aziende rischiano di non aprire più a causa dell’indebitamento e della mancanza di liquidità per fare gli acquisti necessari alla ripresa perché oltre alle derrate alimentari bisogna acquistare dispositivi di protezione individuale e prodotti dedicati alla sanificazione”.

“Abbiamo bisogno di aiuti concreti a partire da sgravi fiscali – spiega Antonio Cottone – l’azzeramento di Tari e Tosap, un’iniezione di liquidità in parte a fondo perduto e in parte da restituire nel tempo, possibilmente superiore ai 10 anni, intervento sugli ammortizzatori sociali con una moratoria sui contributi che andrebbero a carico dello Stato permettendoci di produrre autoliquidità per le nostre aziende, magari riprendendo come era per il jobs act con 24 o 36 mesi di sgravio contributivo”.

La notizia della riattivazione della zona a traffico limitato dal prossimo 18 maggio ha sorpreso anche gli imprenditori. “Chiediamo – dice Antonio Cottone – a gran voce l’annullamento della ztl che equivale a una nuova stangata. Non possiamo reggere a quest’altro colpo”.

Con le riaperture di bar e pasticcerie per l’asporto sono scattati anche i controlli. “Ci vuole buon senso anche nei controlli, sappiamo di multe elevate già nei primi tre giorni – prosegue Antonio Cottone – è inutile fare multe al primo accesso mentre ci si sta preparando dopo giorni di chiusura. Accanirsi contro le imprese in ginocchio è assurdo. Perciò chiediamo che ci sia più dialogo in occasione dei primi controlli in cui vanno ricordate le prescrizioni, ipotizzando degli accessi formativi e informativi”.

Il futuro resta incerto. “Attendiamo direttive dal governo nazionale, ma riteniamo che la aperture vadano regionalizzate in considerazione del differente impatto dei contagi. Non si comprende perché supermercati, panifici e tabacchi siano aperti a tutti e per le nostre attività si è ancora alla ricerca di alchimie varie”, conclude Antonio Cottone.