Ars approva il bilancio e la norma “salva sindaci” ma il governo Crocetta è in alto mare

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Ars ha dato il via libera alla legge salva sindaci che abroga la norma in vigore sulla decadenza dei sindaci in caso di mancata approvazione del bilancio. Sono stati 37 i voti a favore, 4 voti contrari, 3 astenuti. L’Ars inoltre ha approvato il bilancio con 36 voti a favore 14 contrari e 9 astenuti. Al collegato ai testi contabili già incardinato, il presidente dell’Ars ha assegnato fino al 5 maggio il termine per gli emendamenti. Il 9 maggio si tornerà in Aula per avviarne l’esame. La fatica non è stata poca per arrivare al definitivo via libera.

Infatti, l’Assemblea regionale siciliana si è incartata sull’articolo 13 quello che sostanzialmente mette le mani del Governo sul Fondo pensioni dei regionali. “E’ stata una norma molto approfondita – ha detto il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone -. Eravamo in una situazione di stallo. Abbiamo impiegato 48 ore per l’approvazione dell’articolo 13, con tensioni di deputati e governo. Ognuno potrà leggere gli atti e si farà la propria convinzione. Sul fondo immobiliare bisogna dare atto che ho voluto che il dibattito fosse ampio per dare a tutti la possibilità di esprimere la propria convinzione. Non è stata un’operazione mascherata”, ha detto Ardizzone, commentando con i giornalisti all’Ars l’approvazione della Finanziaria e in particolare la norma-chiave della manovra che prevede il riacquisto da parte della Regione, tramite il Fondo pensioni, degli immobili che la stessa Regione aveva ceduto ai privati nel 2007. Contro la norma i sindacati hanno annunciato battaglie legali.

Ma Ardizzone ha dovuto tirare le orecchie a tutti per non fare perdere la faccia al Parlamento siciliano. “Non avevo altro da fare che richiamare i segretari dei partiti – ha spiegato Ardizzone – . Per me è stato pesante, ma questo dà il senso dello stato comatoso della politica. Non esistono i partiti e i gruppi parlamentari. Bisognava parlare con ogni singolo deputato ed è stato un lavoro faticoso, affinché ognuno si assumesse la propria responsabilità”, ha detto il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, spiegando i motivi che lo hanno spinto ieri mattina a inviare un sms ai segretari di Pd, Sicilia futura ed Ncd, Fausto Raciti, Salvatore Cardinale e Dore Misuraca, per cercare di sbloccare l’iter della manovra Finanziaria che si era impantanata sull’articolo 13, la norma relativa al fondo immobiliare della Regione. “Chiederò una interlocuzione forte con il Parlamento per approvare le norme del Collegato – ha aggiunto -. Farò appello ai singoli deputati. L’sms era una provocazione, perché nessuno si doveva sentire esente dallo stallo in cui ci si era cacciati”.

“Con la nuova finanziaria si abbassano le tasse in Sicilia – viene dimezzata l’addizionale – e si costituisce un fondo annuale di circa 250 milioni euro l’anno a favore delle persone con disabilità”, ha detto il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. “Tale fondo – ha proseguito – si aggiunge a circa 300 milioni per cure sanitarie sempre a favore dei disabili. In pratica la Sicilia diviene una delle regioni italiane dove si pagano meno tasse e ci sono più risorse per i disabili. La Regione riprende il proprio patrimonio immobiliare, che era stato svenduto dei precedenti governi, conferma tutti i trasferimenti per i comuni e incrementa di oltre 100 milioni di euro il fondo per le ex province”.

“Con l’approvazione del consuntivo 2016 si conferma, dopo l’avanzo positivo del 2015 di 635 milioni, un avanzo di 315 milioni di euro – ha detto Crocetta – in pratica riduciamo di un ulteriore miliardo il debito che abbiamo ereditato dai precedenti governi. Sono i fatti, e non le chiacchiere, con i quali ci presentiamo alle valutazioni del popolo siciliano”.

“Sono molto contento di questa finanziaria, è una manovra che chiude un percorso, abbiamo dimezzato addizionale Irpef e azzerato addizionale Irap. Abbiamo i conti in equilibrio, abbassiamo le tasse, rimesso a posto in due anni quello che altri hanno distrutto in cinquant’anni. E’ evidente che la Sicilia ha ancora molti problemi ma la crescita è strutturale”. ha affermato l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei.

“Una Finanziaria di rigore, in tutti i sensi. Perché è stata necessariamente magra, scarna, e, quale nota dolente, perché è stata approvata nell’ultimo istante utile, dopo quattro mesi in cui la Sicilia è stata costretta all’esercizio provvisorio”. Così Nino D’Asero, capogruppo di Alternativa Popolare all’Assemblea regionale siciliana. “Molto è stato rinviato al Collegato che approderà in Aula il prossimo 9 maggio e che ospiterà provvedimenti importanti – ha aggiunto il parlamentare -, ma la legge approvata garantisce i trasferimenti agli enti locali, interverrà positivamente sulle problematiche dell’Iridas (l’Istituto regionale per i sordi) e degli allevatori”. Inoltre il testo “istituisce fondi per i disabili gravi sia fisici che psichici e per gli interventi a favore dei siciliani colpiti da gravi calamità naturali o incendi, riporta gli sportellisti al lavoro, potenziando il centro regionale per l’impiego. Resta da intervenire cospicuamente in favore della Sicilia che produce: a sostegno, insomma, della piccola e media impresa Ora starà a noi vigilare perché l’approvazione del Collegato passi sempre – conclude D’Asero – per le legittime aspettative dei siciliani”.

“Ancora una volta il governo ha proposto e la maggioranza ha approvato una legge finanziaria senza anima, che non contiene una sola misura per lo sviluppo della Sicilia. È soltanto grazie al lavoro meritorio del gruppo parlamentare del Cantiere Popolare se sono state positivamente esitate alcune misure fondamentali per il mantenimento della pace sociale e per il ripristino della dignità di tanti lavoratori siciliani”. Così Toto Cordaro, capogruppo di Cantiere Popolare all’Assemblea regionale siciliana, e Roberto Clemente, componente della commissione Bilancio, commentano il via libera di Sala d’Ercole alla finanziaria. Per Cordaro e Clemente è stato “decisivo” il contributo dei parlamentari di Cantiere popolare per l’approvazione della norma che attribuisce una importante posta in bilancio per la tutela dei disabili, per il reinserimento nel mondo del lavoro degli ex sportellisti, dei lavoratori dell’Aras, per la creazione dell’Albo delle società partecipate, “garanzia per il buon funzionamento della macchina regionale”, per lo stanziamento delle somme a favore degli enti assistenziali, come quello dell’Unione italiana dei ciechi. “È soltanto grazie alla nostra iniziativa che è stato prorogato e non verrà interrotto – aggiungono – il servizio relativo al trasporto pubblico locale e se è stata approvata la norma che finanzia il Garante dell’infanzia, finalizzata alla tutela dei minori migranti e alla nomina dei loro tutori. Questo è ciò che di buono resta in questa pessima legge di stabilità della Regione siciliana”.

Ma il via libera alla Finanziaria non ha chiuso i problemi all’interno dell’Ars dove – come ha sottolineato il presidente Ardizzone – i partiti non esistono più. E’ lo stesso Crocetta che ha puntato il dito contro il Pd. “Non è che il Pd non si è riconosciuto nel mio progetto politico. Il Pd in questi anni non si è riconosciuto nei suoi assessori. Come si può parlare di coalizione se dal giorno dopo la mia elezione c’è stata una guerra di successione? Ho sopportato il fuoco amico. Dal 2 maggio è necessario fare una valutazione del governo e un’operazione di chiarezza politica. Il punto è che devo capire se gli assessori che ho in giunta rappresentano un partito o un’area”, ha affermato il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, in conferenza stampa all’Ars, commentando le continue fibrillazioni della maggioranza che più volte ha fatto mancare il numero legale durante la discussione della manovra finanziaria.

“Non sono il garante politico di una coalizione, sono il garante di un patto con i cittadini – ha aggiunto Crocetta-. L’elezione del presidente della Regione è diretta. Non ho mai avuto una maggioranza, ma questo è uno scenario prefigurabile per chiunque, anche alle prossime elezioni finche non si modifichera la legge elettorale. Con questa legge elettorale come si fa ad avere una maggioranza? Una volta la situazione era diversa con un sistema bipolare riconducibile a due schieramenti – ha sottolineato Crocetta -. Ora si parla di 4 poli e le continue mediazioni non sono facili. Dentro questa coalizione ci sono persone che erano con Micciché e Musumeci. Abbiamo avuto una maggioranza numerica, ma non culturale e politica per colpa di una mancata riforma elettorale in Sicilia”. (In collaborazione con Italpress)