Ars: approvata la legge di stabilità, tra tensioni e governo messo in minoranza

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Via libera all’Assemblea regionale siciliana alla legge di stabilità. Il documento contabile ha ottenuto il via libera con 32 voti favorevoli e 23 contrari dopo settimane di tensione e stop and go. La svolta dopo la decisione del presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, di stralciare gli ultimi articoli da esaminare e di passare al voto delle tabelle e a quello finale.

Approvato il bilancio e l’allegato col piano di rientro concordato dalla Regione con lo Stato nell’ambito della spalmatura in dieci anni del disavanzo di 1,7 miliardi di euro. Una scelta obbligata dopo che ancora stamani il governo era finito ko su due articoli con voto segreto. “Non siamo più in condizione di votare, è saltato il banco”, ha detto Micciché alla ripresa dei lavori nel pomeriggio, annunciando la nuova “exit strategy”, che ha portato all’approvazione del documento contabile.

“Questa non è una finanziaria di sviluppo perché non dobbiamo dimenticare che c’è un accordo Stato- Regione che limita in modo fortissimo il nostro lavoro e quindi questa finanziaria è come se fosse bloccata da alcuni paletti”. Lo dice Elvira Amata, capo gruppo di Fratelli d’Italia dopo il via libera in serata della finanziaria regionale. “Avevo già detto all’assessore Armao, all’inizio della discussione in Aula, che questo accordo dovrà essere rivisto – spiega Amata – perché così non abbiamo alcuna possibilità di sviluppare niente. Si parla tanto di rigenerazione, ma come si fa a parlare di rigenerazione se non si parla di nuove assunzioni di forze nuove e fresche? Parlo di assunzione di giovani che abbiano la capacità di comprendere il sistema della digitalizzazione di cui tanto si parla, che snellisce l’apparato burocratico. Non potendo fare questo – sottolinea Amata – restiamo inevitabilmente molto indietro. Il Governo e il Parlamento hanno cercato assieme di migliorare il testo per ottenere il possibile, viste le condizioni dettate dallo Stato. Penso al sostegno alle imprese, così come alle assunzioni di professionisti a tempo determinato che devono andare a supportare anche i comuni che soffrono della mancanza di tecnici per la progettazione e quindi ottenere i finanziamenti. Anche se è stata una norma a metà – precisa Amata – perché l’Aula ha bocciato un emendamento presentato dalla maggioranza che chiedeva l’inquadramento da dirigenti che hanno potere di firma degli atti. Sarebbe stato molto più utile per gli enti locali”. Tornando alle imprese, Elvira Amata osserva che “nessuna regione ha abbastanza liquidità per intervenire in modo massiccio come dovrebbe farsi. L’aiuto concreto è quello di dare protocolli certi e sicuri per permettere a tutte le nostre aziende di riaprire e tornare a lavorare. Ci dobbiamo abituare a convivere con questo virus, quindi, la soluzione sono le vaccinazioni di massa e i protocolli varati dal governo nazionale”, conclude.

“La maggioranza non esiste più. All’incredibile somma di strafalcioni e menzogne sull’emergenza Covid si aggiunge adesso un dato politico incontestabile: la finanziaria e’ stata affondata dal voto contrario di molti parlamentari del centrodestra. Ragioni morali e sostanziali dovrebbero indurre il presidente Musumeci a prenderne atto e trarne le conseguenze chiudendo la sua esperienza di governo adesso. Nell’interesse di tutti”. A dirlo in una nota il presidente della Commissione Antimafia regionale siciliana, Claudio Fava.

“Abbiamo fatto un lavoro imponente consegnando alla Sicilia una legge di stabilità che affronta tante emergenze e risolve problematiche quali la stabilizzazione dei precari Asu. L’iter è stato farraginoso a tratti perché il ddl originario del governo conteneva solo 60 articoli che, nell’esame delle commissioni e dell’aula, sono lievitati a 135. Era evidente che su alcuni di questi si potessero registrare divergenze tra le forze parlamentari al punto di stralciarli o bocciarli. Nel complesso la legge di stabilità dà risposte significative a tante categorie che le attendevano, mette in sicurezza i bilanci degli Enti locali, dà copertura alle norme a favore dei disabili e chiude la fase della riscossione autonoma in Sicilia facendo transitare le funzioni all’Agenzia delle Entrate con la salvaguardia dei posti di lavoro per il personale della partecipata regionale”. Lo affermano in una nota i capigruppo di maggioranza a Palazzo dei Normanni, Tommaso Calderone, Eleonora Lo Curto, Totò Lentini, Antonio Catalfamo, Elvira Amata e Alessandro Aricò.