Ars, elezione del presidente: Miccichè alla prima votazione si ferma a 33 voti

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A Sala d’Ercole prima votazione, a scrutinio segreto, a vuoto, per l’elezione del presidente dell’Assemblea regionale siciliana. Il più votato, ma senza raggiungere il quorum necessario, è stato il commissario regionale di Forza Italia in Sicilia Gianfranco Miccichè, che si è fermato a 33 voti, sui 47 indispensabili per conquistare la poltrona più alta di palazzo dei Normanni.

Un voto è andato al palermitano Riccardo Savona di Forza Italia. Una scheda bianca. Sono due i franchi tiratori. Un voto ciascuno è andato per ognuno dei venti deputati regionali del M5S, così come deciso dal gruppo parlamentare grillino. Anche se il deputato Tancredi ha ottenuto due voti, uno certamente è arrivato da uno dei due franchi tiratori. Assente per lutto il deputato Giuseppe Pippo Gennuso.

Hanno votato in 56 deputati, perché i deputati del Pd e di Sicilia Futura si sono astenuti. Si procede adesso alla seconda votazione nella quale è sufficiente, per l’elezione a Presidente, la metà più uno dei voti dei componenti di Sala d’Ercole, quindi 36 voti, ma non sarà facile per Gianfranco Miccichè.

Come prevede il regolamento Ars, è eletto a primo scrutinio chi raggiunge la maggioranza dei due terzi dei componenti dell’Assemblea. Se anche la seconda votazione dovesse andare a vuoto si procede nel giorno successivo a nuova votazione: risulterà eletto il deputato che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti. Il presidente anziano dell’Ars Alfio Papale ha quindi rinviato l’aula alle 13.45 per permettere la distruzione delle schede, che andranno bruciate. Subito dopo si riprenderà con la seconda votazione.